Un palestinese è stato ucciso a Gerusalemme Est

Pubblicato il 14 marzo 2017 alle 7:07 in Israele Medio Oriente

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Lunedì 13 marzo, un palestinese è stato ucciso in risposta a un presunto tentativo di accoltellamento nei pressi di uno degli ingressi alla città vecchia di Gerusalemme.

La polizia israeliana ha dichiarato che l’uomo ha superato una guardia brandendo un coltello e ha pugnalato due ufficiali israeliani prima di essere colpito a morte. Due guardie sono rimaste ferite.

Tuttavia, i testimoni hanno segnalato una rissa scoppiata tra le forze israeliane e l’uomo palestinese che pare avesse in mano “un bastone”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ma’an. Successivamente, l’uomo sarebbe stato allontanato dalla recinsione e ucciso.

L’assalitore palestinese, identificato con il nome di Ibrahim Mahmoud Matar, risiedeva nel quartiere di Gerusalemme Est, a Jabal al-Mukabbir. Dopo l’incidente, le forze israeliane hanno fatto irruzione in casa di Matar e arrestato suo fratello, i genitori e lo zio, sempre secondo l’agenzia di informazione Ma’an.

Da ottobre 2015 si sono verificati violenti scontri che hanno portato alla morte di 255 palestinesi e 40 israeliani. Palestinesi e gruppi per i diritti umani hanno accusato le forze israeliane di un uso eccessivo della forza e, in alcuni casi, di aver ferito persone innocenti, scambiate per aggressori. Israele nega tali accuse sostenendo che le “misure di sicurezza” sono necessarie per contrastare gli attacchi. Inoltre, hanno affermano che è in atto  contro di loro una compagna che incita alla violenza. Dal canto loro i palestinesi spiegano che l’aumento delle aggressioni verso i soldati israeliani è da ricercarsi nella frustrazione derivante da quasi cinque decenni di occupazione militare israeliana a Gerusalemme e in Cisgiordania.

Cupola della Roccia, presso Gerusalemme Est. Fonte: Wikimedia Commons

Cupola della Roccia, presso Gerusalemme Est. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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