Russia e Turchia siglano accordi in diversi ambiti

Pubblicato il 13 marzo 2017 alle 11:33 in Russia

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Russia e Turchia hanno siglato a Mosca, alla presenza dei Presidenti Vladimir Putin e Racep Tayyip Erdoğan, il programma di cooperazione a medio termine per il triennio 2017-2020.

Gli accordi siglati includono – secondo quanto comunicato dal Cremlino – il Protocollo d’Intesa tra i Ministeri degli Esteri dei due paesi sulla formazione del personale diplomatico e lo scambio di documenti, la Dichiarazione d’intenti dei due Ministeri della Cultura di approntare per il 2019 un anno del turismo e della cultura “incrociato”, il Protocollo sulla cooperazione giuridica tra la Procura Generale della Federazione russa e il Ministero della Giustizia di Ankara, l’accordo di sviluppo congiunto tra le organizzazioni imprenditoriali della piccole e medie imprese, l’accordo di cooperazione e scambio di informazioni tra le agenzie di stampa TASS e Anadolu.

Putin riceve Erdogan al Cremlino. Fonte: kremlin.ru

Putin riceve Erdogan al Cremlino. Fonte: kremlin.ru

In occasione del vertice Vladimir Putin ha sottolineato la necessità di ambo i paesi di maggiori investimenti reciproci ed ha elogiato il lavoro del Fondo d’investimento congiunto russo-turco. Il Presidente russo ha ricordato inoltre l’avanzata collaborazione fra i due paesi in ambito energetico, con la costruzione della centrale nucleare ad Akkuyu e del gasdotto Turk-stream ed ha espresso l’intenzione di estendere tale collaborazione agli ambiti idroelettrico, siderurgico e agro-industriale.

Il Presidente turco ha dichiarato l’intenzione di eliminare ogni ostacolo burocratico che si frappone al commercio fra i due paesi ed ha insistito affinché Mosca elimini gli ultimi dazi che rimangono su prodotti turchi, assicurando di essere pronto a fare lo stesso. Per lo stesso motivo ha spinto per un’eliminazione completa dei visti. Erdoğan ha ricordato inoltre la necessità di coinvolgere industriali turchi nella produzione di aerei  Irkut MS-21, che Mosca intende mettere sul mercato a partire dal 2020 e cui Ankara si è mostrata molto interessata.

La Turchia, sulla base dei buoni risultati ottenuti cooperando in Siria, si è inoltre detta pronta a collaborare con la Russia nella ricerca di una soluzione alla crisi del Nagorno-Karabach.

Erdoğan ha infine chiesto alle autorità di Mosca di frenare le attività in territorio russo dell’Unione Democratica (PYD) e dell’Unità di Protezione Popolare (YPG) filiali siriane del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) contro cui Ankara combatte una guerra ormai pluridecennale. Al contempo il Presidente turco ha chiesto alla Russia di intervenire contro il Movimento di Fetullah Gülen  (Organizzazione del Terrore Gülenista – FETÖ – secondo la denominazione ufficiale delle autorità di Ankara) che agirebbe sotto falso nome a Mosca e a San Pietroburgo. Erdoğan considera il movimento responsabile del fallito colpo di stato ai suoi danni del luglio 2016.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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