Gruppo affiliato ad al-Qaeda rivendica gli attacchi di Damasco

Pubblicato il 13 marzo 2017 alle 8:51 in Medio Oriente Siria

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Un gruppo terroristico affiliato ad al-Qaeda ha rivendicato il doppio attacco dell’11 marzo a Damasco, in Siria.

I jihadisti hanno reso noto che gli attentati erano un messaggio diretto all’Iran, uno dei principali sostenitori del governo del presidente siriano Bassar al-Assad. Nel comunicato pubblicato dai terroristi, si legge che: “L’Iran e le sue milizie, dall’inizio della rivoluzione, hanno supportato il regime autoritario e criminale di Assad uccidendo la nostra gente”. L’alleanza die gruppi jihadisti siriani, Hayat Tahrir al-Sham, è nata da una fusione tra Jabhat Fateh al-Sham, precedentemente chiamata il Fronte al-Nusra di al-Qaeda, e diversi altre organizzazioni.

L’agenzia di stampa siriana SANA ha riportato che i due attentati nella città vecchia di Damasco hanno causato la morte di 74  persone e hanno ferito almeno 120 individui.

Un ordigno è esploso in una strada della capitale siriana, colpendo un autobus di passaggio carico di persone, mentre un kamikaze si è fatto esplodere nell’area di Bab al-Saghir, dove si trovano diversi mausolei sciiti che attraggono pellegrini da tutto il mondo. Il cimitero di Bab al-Saghir è posizionato vicino ad uno dei sette cancelli che portano al centro storico di Damasco. Al Jazeera English ha riportato che Al-Mayadee, un’emittente libanese a favore del governo di Bassar al-Assad, ha reso noto che gli attacchi erano volti a colpire i pellegrini sciiti e che 43 vittime sono di nazionalità irachena.

Una reporter di Al-Jazeera, Natasha Ghoemi, in riferimento agli attacchi di oggi, ha spiegato che: “Stiamo parlando di moltissimi morti, è una cosa unica per Damasco visto che il presidente Assad mantiene l’area sotto sicurezza”. Nel gennaio 2016, sempre nella capitale, un simile attentato è stato effettuato dall’ISIS contro i pellegrini sciiti, in cui sono morte più di 60 persone.

Il 4 marzo, le forze governative hanno ripreso il controllo di Palmira, eliminando definitivamente la presenza dell’ISIS, mentre, tre giorni dopo, le truppe della Syrian Democratic Forces (SDF), alleanza multi-etnica e multi-religiosa formata da curdi, arabi, armeni, ceceni e turkmeni, fondata nell’ottobre 2015, sono riuscite a tagliare tutti i collegamenti tra Raqqa e la provincia di Deir Ez Zor, con l’obiettivo di isolare i terroristi per renderli più vulnerabili.

Intanto, ieri, diversi civili soni stati uccisi e feriti nel corso di un bombardamento della coalizione internazionale guidata dagli USA contro l’ISIS a Raqqa. Un attivista locale appartenente al gruppo Raqqah is Being Slaughtered Silently ha riferito che, ieri, gli aerei da guerra della coalizione hanno colpito una scuola nel villaggio di Kassrat, a sud di Raqqa, adibito a rifugio per le persone che erano scappate da Aleppo, dove sono morti in 17, “quasi tutti donne e bambini”. L’attivista ha aggiunto che altri 15 civili sono stati feriti. Contemporaneamente, nei villaggi di al-Karama e al-Ghassaniya, ad est di Raqqa, si sono verificati altri raid aerei, che hanno causato la morte di 11 persone. Il numero delle vittime dovrebbe salire, dal momento che i feriti gravi sono moltissimi e mancano le strutture mediche adeguate.

La guerra civile in Siria è scoppiata nel marzo 2011. Dopo l’avvio del conflitto, due blocchi di Stati hanno alimentato il conflitto dall’esterno per assumere il controllo del paese. Lo schieramento pro-Assad è composto da Russia, Iran e milizie libanesi di Hezbollah. Lo schieramento anti-Assad è formato da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Dal 2014, l’ISIS controlla la parte nord-orientale del paese.

Damasco, capitale siriana. Fonte: Wikipedia

Damasco, capitale siriana. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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