Ex consigliere alla sicurezza nazionale del Pakistan invoca provvedimenti contro Hafiz Saeed

Pubblicato il 9 marzo 2017 alle 16:03 in Asia Pakistan

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Lunedì 6 marzo, Mahmud Ali Durrani, ex consigliere alla sicurezza nazionale del Pakistan, ha dichiarato alla stampa indiana che il governo pachistano dovrebbe prendere urgenti provvedimenti nei confronti di Hafiz Muhammad Saeed, leader di Jamaat-ud-Dawa (JuD), gruppo estremista pachistano nato dalla scissione con l’organizzazione islamista militante Lashkar-e-Taiba (“Esercito dei Puri” o “Esercito dei Giusti).

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Durrani, giunto a Nuova Delhi in occasione della 19a Conferenza Asiatica sulla Sicurezza (6-8 marzo 2017), ha affermato in conferenza stampa che, per il bene del Pakistan, Hafiz Saeed andrebbe urgentemente perseguitoNel gennaio 2017, il Ministro dell’Interno ha emesso l’ordine di arresto domiciliare, della durata di tre mesi, per Saeed. Nel periodo precedente all’arresto, il Ministro dell’Interno Chaudhry Nisar aveva annunciato che l’organizzazione JuD era da parecchi anni sotto osservazione delle autorità pachistane, come previsto dalla Sezione (1) 11-EEE dell’Anti-Terrorism Act del 1997.

JuD è comparso nella lista delle organizzazioni terroristiche citate nella risoluzione ONU 1267 (1999), che ha istituito il Comitato per le sanzioni contro al-Qaeda e i Talebani. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha ordinato sanzioni contro JuD, dichiarata organizzazione terroristica nel dicembre 2008. Nel giugno 2014, il Dipartimento di Stato USA l’ha aggiunta alla lista delle “organizzazioni terroristiche straniere”, uno status che implica il congelamento di tutti i beni dell’organizzazione che siano sottoposti alla giurisdizione americana.

Nisar ha spiegato che dopo l’inserimento nella lista delle organizzazioni fuorilegge, il governo pachistano sarebbe dovuto intervenire in risposta agli obblighi internazionali; cosa che non è mai avvenuta, almeno finora. Nuova Delhi accusa Saeed di essere il vero artefice degli attacchi terroristici di Mumbai, che hanno scosso il paese nel 2008. Il Pakistan ritiene che l’India non sia stata in grado di trovare prove concrete per accusare Saeed.

Nel 2002, durante il regime di Musharraf, il capo di JuD aveva già scontato gli arresti domiciliari, conseguenti all’attacco suicida al Parlamento indiano a Nuova Delhi (13 dicembre 2001) e ai successivi attacchi terroristici di Mumbai (26 novembre 2008). Nel 2009, l’Alta Corte di Lahore aveva rilasciato Saeed per insufficienza di prove.

di Redazione

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