Cina vede il Marocco come porta per l’Africa

Pubblicato il 9 marzo 2017 alle 18:25 in Asia Cina

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La cooperazione tra Cina e Marocco è in rapida crescita dal 2016, Pechino vede nel Marocco la sua porta sull’Africa e il Marocco considera la Cina il suo ponte per l’Asia.

Brahim Benjelloun Touimi, il direttore generale della banca BCME e governatore della Bank of Africa, spera di trarre il Massimo dalla cooperazione tra Cina e Marocco. La BCME ha 500 filiali in Marocco e ha aperto da non molto la sua prima filiale a Shanghai. “Siamo in Asia per l’Africa. Abbiamo aperto la filiale a Shanghai per l’Africa. Il Marocco può diventare la porta d’ingresso della Cina per l’Africa Orientale, dove le aziende e gli imprenditori del Marocco hanno già un ruolo importante”, ha dichiarato il direttore.

Le banche del Marocco guardando alla Cina e quelle cinesi guardano al Marocco. Bank of China, il più importante e longevo istituto finanziario cinese, ha aperto la prima filiale in Marocco nel 2017. L’obiettivo è quello di gestire da Casablanca le sue partecipazioni e investimenti in molteplici paesi dell’Africa. Casablanca, la più importante città del Marocco, sta diventando un importante centro finanziario per l’Africa e ha già sorpassato Johannesburg nel ranking del Global Financial Centers Index, un sondaggio sui principali centri finanziari a livello internazionali.

Altri paesi dell’Africa, come le Mauritius e il Sud Africa, erano stati  indicati come possibili vie d’accesso della Cina per l’Africa, ma il Marocco si è impegnato più di tutti per raggiungere questo obiettivo. Nel 2016, il primo vertice del Forum Sino-Africano degli Imprenditori è stato organizzato a Marrakech su volontà del governo del Marocco e altri eventi simili sono previsti per il futuro prossimo.

I rapporti bilaterali tra Cina e Marocco risalgono al 1958 quando quest’ultimo è diventato il secondo paese dell’Africa a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese. La visita di stato in Cina di Re Mohammed VI, nel maggio 2016, ha rafforzato ulteriormente i rapporti bilaterali. Si è trattato della seconda visita a Pechino durante il suo regno. Il Ministro dell’Economia e Finanza del Marocco ritiene che la visita abbia dato un contributo essenziale per lo sviluppo del business e di Tangeri come centro di esportazioni, ma anche per la crescita del turismo. Durante la visita di stato sono stati siglati molti accordi bilaterali tra cui la creazione di un fondo di investimento sino-africano da 10 miliardi per la costruzione di un centro industriale a Tangeri, l’hub settentrionale del Marocco. La Cina considera il progetto un’ottima occasione per inserire nella zona fabbriche cinesi che possano esportare verso l’Unione Europea, al di là dello stretto di Gibilterra.

Nel febbraio 2017, i legami tra Cina e Marocco si sono rafforzati ulteriormente con l’annuncio, da parte del portavoce della Camera dei Rappresentanti del Marocco della creazione di un gruppo di amicizia tra i parlamentari dei due paesi.

A livello politico sono diversi i punti in comune tra Pechino e Marrakech, primo su tutti il principio di non interferenza negli affari interni. La stampa del Marocco avrebbe sollevato diverse volte il tema spinoso della repressione religiosa in Cina, secondo The Diplomat, ma il governo si è astenuto da qualsiasi comment sui temi riguardanti gli “interessi fondamentali” della Cina: le rivolte delle minoranze islamiche in Tibet e Xinjiang o lo status dell’isola di Taiwan. Di ritorno, la Cina ha evitato qualsiasi valutazione in merito al Sahara Occidentale.

“Credo che la posizione della Cina in merito al sud sia molto pragmatica. Pechino ha guardato a Dakhla e al Sud del Marocco e ha colto le opportunità economiche che quelle zone presentano”, ha commentato il delegato del Ministero degli Esteri marocchino Nasser Bourita, riferendosi alle più grandi città del Marocco situate nel Sahara Occidentale.

“Anche se la Cina ha inviato delle truppe nell’operazione, non ha una politica diretta nel Sahara Occidentale”, ha dichiarato un ufficiale dell’Onu di stanza nella regione. Le Nazioni Unite contano solo 10 soldati cinesi nel Sahara Occidentale, sul totale di 2629 impiegati dalla Cina nelle missioni dell’Onu.

Nel giugno 2016 il Marocco ha eliminato la necessità di ottenere un visto per turismo per i cittadini cinesi, aprendo un nuovo capitolo nella lunga storia di viaggi e contatti tra i due paesi. Nel 1325 un esploratore marocchino, Ibn Battuta, partì dal Marocco per giungere in Cina, vent’anni dopo. Oggi un simile viaggio sarebbe meno complesso, anche se non esistono ancora collegamenti aerei diretti a unire i due paesi. Nel 2016 sono stati 42 mila i turisti cinesi a visitare il Marocco, registrando un incremento del 300% rispetto all’anno precedente. L’obiettivo del paese africano è quello di raggiungere i 100 mila turisti cinesi nell’arco del 2017.

Bandiere di Cina e Marocco. Fonte: Crossed Flag Pins

Bandiere di Cina e Marocco. Fonte: Crossed Flag Pins

di Redazione

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