Corea del Nord e Malesia: braccio di ferro sugli ostaggi

Pubblicato il 8 marzo 2017 alle 16:15 in Asia Corea del Nord

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La dichiarazione di Pyongyang di voler trattenere tutti i cittadini della Malesia presenti sul suo territorio ha avviato un pericoloso gioco di potere scatenato dall’omicidio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader maximo della Corea del Nord, Kim Jong-un. 

Malesia e Corea del Nord sono ai ferri corti dal giorno in cui Kim Jong-nam è stato assassinato, probabilmente con l’utilizzo di gas nervino, all’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, lo scorso 13 febbraio. Secondo gli analisti ad orchestrare l’omicidio sarebbe stata la stessa Pyongyang che, invece, parla di cospirazione contro la famiglia del suo leader da parte di Malesia, Giappone e Corea del Sud.

Dal giorno dell’omicidio si è innescata una serie di reazioni a catena da parte di Corea del Nord e Malesia.

Per prima cosa, ciascuno dei due paesi ha dichiarato l’ambasciatore dell’altro “persona non grata”. In secondo luogo, Pyongyang ha vietato agli 11 cittadini della Malesia presenti sul suo territorio di lasciare il paese, compreso il personale d’ambasciata. Il terzo passo è stata la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza Nazionale da parte del primo ministro della Malesia Najib Razak che ha definito la decisione di Pyongyang “un’orrendo atto di detenzione di ostaggi”. La quarta fase ha visto Razak chiedere a Kim Jong-un di rilasciare gli ostaggi e dichiarare che nessun nordcoreano avrebbe lasciato la Malesia.

Il divieto d’uscita dal paese imposto dalla Malesia non sembra aver persuaso Pyongyang a rilasciare i cittadini malesi, anzi, sembra aver innescato quello che il professor Ayame Suzuki della Doshisha University di Tokyo definisce un “game of chicken”, un braccio di ferro a chi cede per primo. In una situazione del genere, di solito, il paese che ha meno da perdere esce vincitore.

Il PM della Malesia ha anche dichiarato che la situazione di stallo che si è creata potrebbe essere risolta in base alla Convenzione di Ginevra, questo però non è possibile. La Convenzione e i suoi protocolli aggiuntivi si applicano solo a due stati in guerra e vengono invocati per alleviare le azioni abiette commesse durante gli scontri armati. Malesia e Corea del Nord non sono in guerra, dunque la Convenzione di Ginevra non può essere applicata.

Esistono però altre fonti di diritto internazionale a cui la Malesia potrebbe appellarsi, secondo l’analisi di Phar Kim Beng, ex membro della Japan Foundation della Waseda University di Tokyo, pubblicata dal South China Morning Post. Di queste possibili fonti fanno parte il Patto Internazionale sui diritti civili e politici dell’Onu (ICCPR) e il Progetto di articoli sulla responsabilità di uno Stato per i suoi atti illeciti internazionali che condannano ogni atto di “detenzione di ostaggi”.
La ICCPR è una convezione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e il suo articolo 12 garantisce la libertà di lasciare un paese per ogni persona, dunque la Corea Del Nord, che fa parte della convenzione, con la sua dichiarazione ne sta violando i dettami. Il divieto imposto dalla Malesia ai cittadini nordcoreani si conforma invece al Progetto di articoli sugli illeciti che garantisce a ogni paese il diritto di rifarsi su un altro paese che abbia violato il diritto internazionale.
La detenzione di ostaggi non viene mai definita come violazione della sovranità di uno stato, dunque le Nazioni Unite hanno un margine di azione molto circoscritto e Malesia e Corea del Nord restano in una fase di stallo in cui ciascuno attende che sia l’altro a cedere per primo, secondo l’analisi del prof. Beng.

La Corea del Nord nega di aver utilizzato il gas nervino per uccidere Kim Jong-nan e accusa la Malesia di aver cospirato con Giappone e Corea del Sud per infangare la reputazione di Pyongyang. La verità potrebbe invece essere più semplice, secondo Phar Kim Beng. La Corea del Nord sta vivendo un momento difficile. In concomitanza con la notizia dell’omicidio di Kim Jong-nan era giunto il bando alle importazioni di carbone da imposto da Pechino in seguito alle continue violazioni delle risoluzioni Onu sullo sviluppo del programma nucleare da parte di Kim Jong-un.

La frustrazione e la rabbia della Corea del Nord, sempre più isolata, si sono dunque rovesciate sulla Malesia e sulla sua ambasciata.

Lo stallo degli ostaggi potrebbe essere risolto appellandosi alla convezione Onu sulla detenzione di ostaggi con l’intervento di un parte terza che potrebbe essere l’Alto Ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Un’altra via per la soluzione plausibile sarebbe l’Asean attraverso la troika dei ministri di Malesia, Indonesia e Vietnam, dato che le donne sospettate per l’omicidio includono anche una vietnamita e una indonesiana.

Qualsiasi via, che sia attraverso un intervento Onu o Asean, comporta il rischio dell’imprevedibilità della Corea del Nord, secondo il prof. Beng.

Pyongyang ha già violato molte norme diplomatiche convenzionali e non c’è modo di prevedere come si muoverà in futuro. Le azioni passate della Corea del Nord l’hanno portata a una situazione d’isolamento anche nell’Asean, associazione che le aveva permesso l’accesso all’Asean Regional Forum nel 1993. Se Kim Jong-un continuerà sulla strada che ha intrapreso il rischio di espulsione anche dal forum aumenteranno. Una tale situazione accrescerebbe ancora l’isolamento in cui la Corea del Nord si trova già.

In ultima analisi, secondo il professor Beng, maggiore isolamento potrebbe indebolire Pyongyang, ma potrebbe anche darle la forza della disperazione tipica di chi non ha niente da perdere. Nell’ottica del game of chicken, del braccio di ferro a chi cede prima, non aver niente da perdere vorrebbe dire vincere più facilmente.

Tra Malesia e Corea del Nord è in corso un "chicken game" un braccio di ferro a chi cede per primo e rilascia i cittadini dell'altro stato tenuti in ostaggio. Fonte: Wikipedia Commons

Tra Malesia e Corea del Nord è in corso un “chicken game” un braccio di ferro a chi cede per primo e rilascia i cittadini dell’altro stato tenuti in ostaggio. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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