Battaglia di Mosul: forze irachene rioccupano prigione di Badush

Pubblicato il 8 marzo 2017 alle 19:50 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze irachene che avanzano a Mosul hanno rioccupato la prigione di Badush. Strappata al controllo dell’ISIS, la prigione è tristemente nota per essere un luogo di violenza e morte. La prigione ospitava 600 detenuti prima del famoso massacro di massa, compiuto dai combattenti dell’ISIS il 10 giugno 2014. In quell’occasione, centinaia di detenuti erano stati uccisi e bruciati vivi, e 500 donne Yazide vi erano state internate per essere usate come schiave sessuali dai militanti dell’ISIS.

Le armate irachene e i combattenti delle forze di mobilitazione popolare lavorano in stretta collaborazione per porre sotto il proprio controllo la parte occidentale della città.

Cartina dell'Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Cartina dell’Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

La battaglia di Mosul ha visto una serie di importanti vittorie da parte delle forze irachene, che sono riuscite a respingere la disperata controffensiva dell’ISIS. Ieri alcuni militanti del gruppo terroristico hanno usato cecchini e autobombe con attentatori suicidi nel corso dell’assalto notturno contro alcuni edifici governativi, recentemente riconquistati dall’esercito iracheno.

Nel frattempo, l’esercito iracheno e le milizie sciite hanno interrotto la strada principale che collega la parte occidentale di Mosul con la vicina città di Tal Afar, assediata dall’ISIS e ora circondata dalle forze di mobilitazione popolare. La città conduce al confine siriano, anch’esso controllato dai militanti dell’ISIS, e presunto rifugio del leader Abu Bakr al-Baghdadi.

Aerei da guerra iracheni hanno sferrato attacchi contro alcune postazioni dell’ISIS collocate lungo il confine con la Siria. Il Primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha già annunciato che gli attacchi aerei non cesseranno.

Il prossimo obiettivo delle forze irachene, dopo la liberazione del centro città, sarà riconquistare la città vecchia di Mosul. Quest’ultima operazione non sarà facile, perché i combattimenti si svolgeranno in un’area ristretta, solcata da strade e vicoli di difficile passaggio. Il piano strategico-militare delle forze irachene è stato confermato dal Luogotenente colonnello Abdulamir al-Mohammed, alla guida della divisione scelta di riposta rapida dell’esercito iracheno.

Il 4 luglio 2014, nella Grande Moschea della città vecchia di Mosul, Abu Bakr al-Baghdadi aveva tenuto il sermone in cui si autoproclamava califfo del sedicente Stato Islamico in Iraq e Siria.

Centinaia di migliaia di civili sono tuttora intrappolati nella città vecchia, e non è escluso che l’ISIS li userà come scudi umani per difendersi dalle incursioni delle truppe irachene.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.