Libia: continuano gli scontri per i porti petroliferi nell’est del paese

Pubblicato il 6 marzo 2017 alle 9:15 in Africa Libia

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Il Generale Khalifa Haftar ha ordinato al proprio esercito di colpire le milizie delle Benghazi Defense Brigades (BDB) che, il 3 marzo, hanno conquistato due porti petroliferi nell’est del paese.

Tre bombardamenti sono stati effettuati nell’area di Sidra e Ras Lanuf, mentre la Libyan National Army (LNA) ha schierato le proprie truppe, preparandosi a compiere un’operazione per mandare via i militanti dalle zone occupate. Il Colonnello della LNA, Ahmed Mismari, riferendosi all’est della Libia, ha effermato che la guerra in corso “è contro tutta l’area”. Nella regione della Mezzaluna Fertile sono presenti quattro porti petroliferi, Zueitina, Brega, Ras Lanus e Sidra, i quali erano stati riconquistati dalle truppe di Haftar lo scorso settembre. Le esportazioni dai quattro porti rappresentano la principale fonte di reddito del paese e, senza dal loro attività, le enormi riserve valutarie della Libia si esaurirebbero.

Il Generale Haftar appoggia l’amministrazione rivale al Governo di Accordo Nazionale (GNA), capeggiato da Fayez al-Serraj, con sede a Tripoli, sostenuto dalle Nazioni Unite e riconosciuto a livello internazionale. Il governo di Tobruk è sostenuto dall’Egitto, dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Russia, la quale sta facendo da mediatore tra Haftar e il GNA. Nonostante truppe del GNA abbiano cercato di cacciare il Generale della LNA dai porti petroliferi, il governo di Tripoli ha negato di aver partecipato all’offensiva delle BDB, condannando i loro attacchi.

Il 4 marzo, Mustafa Sanalla, presidente delle National Oil Corporation (NOC), compagnia petrolifera nazionale libica, ha affermato cheil settore petrolifero locale non deve essere considerato una merce di scambio politico”, e ha chiesto alle parti coinvolte di interrompere gli scontri. “La NOC è sempre stata in favore dell’unità del paese, e continuerà a esserlo; il nostro obiettivo è quello di massimizzare la produzione e i proventi del petrolio”, ha spiegato Sanalla, aggiungendo che la compagnia è contro qualsiasi azione che possa danneggiare le infrastrutture petrolifere libiche.

Le BDB sono composte da combattenti che sono stati buttati fuori da Bengasi dalla LNA, dove Haftar sta combattendo contro le forze islamiste e altri oppositori da quasi tre anni. Dal 2011, anno in cui venne rovesciato il dittatore Muammar Gheddafi, la Libia è stritolata dalla violenza. Il fragile governo di al-Serraj, riconosciuto a livello internazionale, fatica a imporre la propria autorità, soprattutto nell’est della Libia, dove governa l’amministrazione rivale.

Cartina dei giacimenti petroliferi e di gas della Libia. Fonte: Wikimedia Commons

Cartina dei giacimenti petroliferi e di gas della Libia. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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