Crisi diplomatica Ankara-Berlino

Pubblicato il 6 marzo 2017 alle 18:56 in Medio Oriente Turchia

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La crisi diplomatica in atto tra Ankara e Berlino non accenna a spegnersi; anzi, sembra essersi acuita.

Recep Tayyip Erdoğan, Presidente della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Recep Tayyip Erdoğan, Presidente della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha duramente condannato la decisione delle autorità tedesche di negare ad alcuni esponenti del governo turco l’autorizzazione a partecipare a una manifestazione elettorale, organizzata in Germania da turchi di nazionalità olandese che risiedono nel paese. Erdoğan ritiene che la decisione tedesca abbia portato alla luce lo spettro del periodo nazista.

La Turchia si è tenacemente opposta all’annullamento dell’evento elettorale, promosso in vista del referendum costituzionale turco del 16 aprile. Il Ministero degli Esteri turco ha quindi convocato l’ambasciatore tedesco ad Ankara per esprimere il proprio disappunto in merito alla delicata vicenda.

Nel tentativo di superare l’impasse, lo scorso 4 marzo il primo ministro turco Binali Yıldırım e la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbero parlato al telefono. Nel corso della conversazione telefonica, i due avrebbero raggiunto un accordo, che prevede l’incontro faccia a faccia tra i rispettivi Ministri degli Esteri, fissato a Berlino per l’8 marzo; tuttavia, il controverso riferimento di Erdoğan al “periodo nazista” sembra aver aggravato la già critica situazione.

Erdoğan auspica che l’esito del referendum porti alla vittoria del “sì” nonostante l’atteggiamento ostile di alcuni paesi europei, quali Germania, Paesi Bassi e Austria. A suo parere, tali paesi sarebbero colpevoli di impedire il libero svolgimento di eventi elettorali filo-governativi all’interno del proprio territorio nazionale.

In Germania risiedono circa tre milioni di cittadini turchi, che godono del diritto di voto e partecipano agli appuntamenti elettorali e referendari turchi. Non è raro che figure di primo piano della politica turca si rechino in Germania per accapararsi voti talvolta decisivi. In attesa del voto di aprile, il partito di governo e i partiti di opposizione hanno già programmato decine di incontri con il proprio elettorato tedesco.

La crisi diplomatica tra i due paesi è scoppiata quando Gaggenau, comune della Germania sudoccidentale, ha negato al Ministro della Giustizia turco Bekir Bozdağ il permesso di partecipare a un comizio elettorale. Ciò ha costretto Bozdağ ha cancellare del tutto la sua visita in Germania. Secondo Bozdağ, il comune tedesco ha eseguito gli ordini del governo federale ovvero dei servizi segreti tedeschi. Il Ministro turco teme che il comune di Gaggenau subisca l’influenza del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), dell’organizzazione terroristica Fetullahista (FETÖ) e del partito turco di estrema sinistra DHKP-C, formazioni politiche che Ankara ha messo al bando.

di Redazione

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