Trump accusa Obama di aver effettuato intercettazioni

Pubblicato il 5 marzo 2017 alle 16:06 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente americano, Donald Trump, sostiene che il predecessore, Barack Obama, abbia intercettato le sue chiamate effettuate dalla Trump Tower, nei mesi prima delle elezioni.

Le accuse sono state lanciate da Trump, ieri, senza fornire alcuna evidenza che dimostrasse la loro veridicità. “È terribile, ho appena scoperto che Obama ha spiato le mie telefonate, proprio prima della mia vittoria, questo è maccartismo!”, ha scritto il presidente su Twitter poco dopo le 6:30 del mattino, paragonando le presunte intercettazioni al caso Nixon/Watergate e al maccartismo, pur non rivelando  come abbia avuto le informazioni.

Un portavoce di Obama ha dichiarato le accuse sono totalmente false, mentre il vecchio vice-consigliere per la sicurezza nazionale, Ben Rodehs, ha risposto a Trump su Twitter, scrivendo: “Nessun presidente può ordinare un’intercettazione telefonica, queste limitazioni sono state introdotte per proteggere i cittadini dalle persone come te”. Durante la campagna elettorale del 2016, le autorità federali hanno effettuato indagini sui legami tra alcuni membri dello staff di Trump e il governo russo, una questione che continua a perseguitare il nuovo presidente.

Ufficiali dell’amministrazione si sono rifiutati di rivelare se le accuse di Trump fossero basate su documenti di intelligence o se fossero emerse da agenti delle forze dell’ordine. Una fonte vicina alla Casa Bianca ha rivelato alla CNN che non c’è alcuna prova che documenti del genere esistano.

Il Senatore Lindsey Graham, repubblicana del Sud Carolina che è stata particolarmente critica nei confronti di Trump, ha riferito di non sapere se le accuse siano vere, ma ha affermato: “Sarei molto preoccupata se l’amministrazione Obama fosse stata davvero in grado di ottenere in modo illegale informazioni su Trump. Essendo un senatore statunitense, è mio dovere scoprire la verità”.

Intanto, Trump sta preparando un nuovo bando sull’immigrazione per impedire ai cittadini di determinati paesi del Medio Oriente e dell’Africa di entrare negli USA. L’ordine esecutivo dovrebbe essere pronto nei primi giorni della prossima settimana. Alcune fonti hanno rivelato che il segretario di Stato, Rex Tillerson, insieme al segretario della difesa, James Mattis, e al consigliere per la sicurezza nazionale, McMaster, sostengono di voler rimuovere l’Iraq dalla lista dei paesi banditi dagli USA nel nuovo ordine per ragioni diplomatiche, soprattutto alla luce dell’impegno di Baghdad nella lotta contro l’ISIS.

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Flickr

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Flickr

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.