La Libyan National Army perde il controllo di due porti petroliferi

Pubblicato il 4 marzo 2017 alle 14:44 in Africa Libia

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Le forze delle Benghazi Defense Brigades (BDB) hanno lanciato un attacco a sorpresa contro le truppe della Dignity Operation nella zona centrale della Libia, prendendo il controllo dei porti petroliferi di Sidra e di Ras Lanuf, oltre che delle città di Ben Jawad e Nofaliya.

L’attacco, avvenuto ieri, fa parte dell’operazione “Return to Benghazi”, il cui obiettivo è quello di facilitare il ritorno dei componenti delle BDB nella città, e che rischia di aumentare le tensioni intorno ai porti petroliferi, mettendo a rischio il tentativo della Libia di rilanciare la propria produzione di petrolio. Sidra e Ras Lanuf sono i due porti principali del paese, con un potenziale combinato di capacità produttiva di circa 600,000 barili al giorno.

Libya Herald rende noto che la Libyan National Army (LNA) ha ammesso di aver perso il controllo delle aree per mano della BDB. Il Colonnello Ahmed Mismari, della LNA, ha spiegato che gli ospedali di Ben Jawad e Nofaliya, insieme ad altre numerose strutture, sono ormai sotto il comando delle BDB, le quali sono state accusate di aver ucciso un ufficiale nel corso dei scontri per conquistare una struttura ospedaliera. La Libyan National Oil Corporation (NOC), compagnia petrolifera nazionale libica, non ha ancora emesso alcun comunicato riguardo all’accaduto.

I bombardamenti da parte della LNA hanno sventato un attacco contro un terzo porto, a Brega, ma almeno 9 dei suoi uomini sono rimasti uccisi negli scontri. La LNA aveva ripreso il controllo di Sidra e Ras Lanuf lo scorso settembre e, dopo che la NOC ha riavviato la loro attività, la produzione petrolifera della Libia è raddoppiata.

Da quando gli oppositori della LNA hanno lanciato una campagna di attacchi contro i porti petroliferi presenti nella regione della Mezzaluna Fertile libica, gli scontri si sono susseguiti, coinvolgendo anche altre fazioni dell’est e della Libia dell’ovest.

Le BDB sono composte da combattenti che sono stati buttati fuori da Bengasi dalla LNA, dove il comandante Khalifa Haftar sta combattendo contro le forze islamiste e altri oppositori da quasi tre anni. Molte persone vicine a Haftar accusano il Governo di Accordo Nazione (GNA) di Tripoli, governato da Fayez al-Serraj e sostenuto dalle Nazioni Unite, di supportare le milizie delle DBD. Il GNA ha condannato gli attacchi di ieri, scrivendo in un comunicato di “non aver dato alcun ordine alle forze delle BDB”, insinuando che l’episodio possa essere usato come pretesto per far naufragare i tentativi di pace.

Recentemente, la Libia ha prodotto circa 700,000 barili di petrolio al giorno, raddoppiando la propria produzione rispetto a qualche mese fa, ma è ancora ben lontana dai 1,6 milioni di barili giornalieri che emetteva prima del 2011.

La Operation Dignity è stata lanciata nel maggio 2014 dal Generale Haftar, con lo scopo di combattere i militanti dell’ISIS a Bengasi e nell’area orientale del paese. Il Parlamento libico, ovvero la Camera dei Rappresentanti, lo ha nominato comandante della Libyan National Army nel marzo 2015.

Dal 2011, anno in cui venne rovesciato il dittatore Muammar Gheddafi, la Libia è stritolata dalla violenza. Il fragile governo di al-Serraj, riconosciuto a livello internazionale, fatica a imporre la propria autorità, soprattutto nell’est della Libia, dove governa l’amministrazione rivale.

Cartina dei giacimenti petroliferi e di gas della Libia. Fonte: Wikimedia Commons

I giacimenti petroliferi e di gas della Libia. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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