Corte di Riyad condanna due sauditi per partecipazione alla “Hanin Revolution” del 2011

Pubblicato il 4 marzo 2017 alle 7:10 in Arabia Saudita Medio Oriente

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La Corte criminale specializzata di Riyad ha condannato due detenuti sauditi, accusati di essere coinvolti in manifestazioni di protesta e in presunti atti di propaganda associati all’ideologia estremista takfiri.

Il primo imputato è stato condannato per aver partecipato a una manifestazione di protesta organizzata nei pressi di una moschea di Riyad e, in particolare, per aver interrotto il sermone pronunciato durante la preghiera del venerdì. Condannato a tre anni di carcere, con decorrenza dalla data dell’arresto, dopo il rilascio sarà sottoposto a un “travel ban” di durata quadriennale.

Arabia Saudita. Foto di Author English: UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA), tratta da Saudi Arabia Locator Map (ReliefWeb)

Arabia Saudita. Foto di Author
English: UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA), tratta da Saudi Arabia Locator Map (ReliefWeb)

Il secondo imputato, anch’egli coinvolto nella manifestazione, è stato condannato per avervi aderito. L’uomo è stato inoltre accusato di aver salvato sul proprio cellulare alcuni contenuti e materiali audiovisivi, considerati una minaccia all’ordine pubblico, e di essere in possesso di un megafono, che avrebbe usato durante la manifestazione. Condannato a quattro anni di carcere, con decorrenza dalla data dell’arresto, dovrà scontare ulteriori sei mesi di reclusione per aver violato la normativa contro i crimini cibernetici. Il suo cellulare è stato posto sotto sequestro. Dopo la scarcerazione, anche al secondo imputato sarà vietato di lasciare il paese per quattro anni.

Il terzo imputato è stato assolto per insufficienza di prove.

I succitati casi legali si riferiscono alla cosiddetta “Hanin Revolution”, concretizzatasi in una serie di proteste anti-governative che, sull’onda delle rivoluzioni arabe del 2011, hanno investito la monarchia saudita per diverse settimane. Le manifestazioni di protesta, sostenute dal web e dai social media, sono culminate nel “Giorno della Rabbia” dell’11 marzo 2011. La rivolta popolare è stata prontamente sedata dalle autorità saudite.

di Redazione

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