Attentato terroristico al tempio Sufi Qalandar: prima campagna di arresti

Pubblicato il 3 marzo 2017 alle 7:05 in Asia Pakistan

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Sanaullah Abbasi, Ispettore generale aggiunto (AIG) del Dipartimento anti-terrorismo (CTD) del Pakistan, ha dichiarato che alcuni funzionari della National Database Registration Authority sono indagati per aver rilasciato a cittadini afghani carte d’identità digitali (Computerised National Identity Cards – CNICs).

Abbasi ha spiegato che, a seguito dei controlli a tappeto effettuati sui migranti irregolari della provincia meridionale del Sindh, la maggior parte degli afghani arrestati risultava in possesso di una CNIC pachistana.

L’AIG ha incontrato i giornalisti dopo aver presieduto un incontro, organizzato presso il Dipartimento di pubblica sicurezza (SSP), volto a discutere questioni di anti-terrorismo e, in particolare, i recenti sviluppi del caso dell’attentato terroristico avvenuto a Sehwan. Giovedì 16 febbraio, nel corso di una cerimonia rituale Sufi, il tempio dedicato al poeta-filosofo Lal Shahbaz Qalandar fu preso d’assalto da un terrorista affiliati all’ISIS, provocando oltre 80 morti e oltre 200 feriti.

Abbasi ha confermato che gli arresti legati all’esplosione al tempio Sufi di Sehwan hanno riguardato l’intera provincia. L’ispettore non ha fornito ulteriori informazioni sul caso, per non compromettere le indagini ancora in corso. Per quanto riguarda le informazioni disponibili sull’eventuale stato di preallerta al tempio Sufi Qalandar, Abbasi ha fatto sapere che, tra i luoghi pubblici esposti alla minaccia terroristica, il tempio Sufi non sarebbe stato sottoposto a speciali misure di prellarme.

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Abbasi ha inoltre spiegato che la testa decapitata dell’attentatore suicida è stata recuperata e che l’uomo ritratto nel video clip, registrato dalle telecamere di sorveglianza e diffuso sul web in maniera virale, dovrebbe essere il presunto attentatore. L’ispettore pachistano ha annunciato che saranno resi noti i risultati del suo test del DNA, le sue impronte digitali, e l’esito del test del DNA svolto su 17 vittime dell’esplosione. Per quanto riguarda il probabile coinvolgimento del gruppo di Hafeez Brohi nell’esplosione al tempio Sufi di Sehwan, Abbasi ha affermato che non sarebbe da escludere il coinvolgimento del gruppo nell’attentato terroristico.

L’AIG ha aggiunto che 10-15 luoghi di culto, tra cui i templi di Abdullah Shah Ghazi, Sachal Sarmast, Shah Abdul Latif Bhitai e Lal Shahbaz Qalandar, sono stati inseriti nella categoria “A” del piano di sicurezza.

Gli altri santuari sono stati inseriti nelle categorie “B” e “C”. Personale delle forze speciali è stato dispiegato per presidiare i luoghi di culto appartenenti alla categoria “A”, su modello del tempio di Data Darbar, a Lahore. Un vice-sovrintendente di polizia (DSP) si occuperà di garantire la sicurezza dei templi rispondendo al quartier generale del distretto, mentre un sovrintendente di polizia (SP) veglierà alla sicurezza dei luoghi di culto tramite l’ufficio centrale della polizia di Karachi.

L’ispettore ha detto che le indagini sinora condotte sulle attività e sugli attacchi terroristici sono riconducibili alla provincia pachistana sudoccidentale del Belucistan. I sospettati di terrorismo erano andati in Afghanistan passando per il Belucistan. Addestrati in Afghanistan, vi erano rimasti per due o tre mesi. I sospettati di coinvolgimento nelle esplosioni dell’alto Sindh erano anche stati in Belucistan. Abbasi ha detto le persone arrestate avrebbero confessato di essere state addestrate in Afghanistan, e di essere state in Belucistan. I presunti responsabili dell’esplosione di Shikarpur hanno dichiarato di aver vissuto in Belucistan prima di trasferirsi in Afghanistan.

In merito alle attività terroristiche in corso a Karachi, Abbasi ha affermato che, dalle informazioni finora raccolte sui sospettati di terrorismo arrestati dopo gli attentati, e sulle altre attività terroristiche osservate nella metropoli pachistana, è ipotizzabile il coinvolgimento della RAW indiana e di altre agenzie di intelligence straniere.

Infine, Abbasi ha fatto sapere che le organizzazioni terroristiche hanno preso di mira luoghi pubblici poco sorvegliati perché gli aeroporti, le stazioni di polizia e le sedi militari sono sottoposte a severe misure di sicurezza. La polizia pachistana e le agenzie di law-enforcement lavorano in stretta collaborazione per sconfiggere il terrorismo e stroncare le organizzazioni fuorilegge che minacciano il paese.

di Redazione

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