Palestina: le elezioni locali rischiano di non tenersi neanche quest’anno nella Striscia di Gaza

Pubblicato il 26 febbraio 2017 alle 17:15 in Medio Oriente Palestina

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Hamas ha imposto tre condizioni per la sua partecipazione alle elezioni palestinesi, che si terranno il 13 maggio.

Due di queste condizioni sono già state presentate il 15 febbraio alla Commissione Elettorale Centrale, in occasione di un incontro bilaterale tra le due parti nella citta di Gaza. Hamas ha chiesto che il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, sia più morbido nei riguardi del movimento in Cisgiordania e crei un ambiente rispettoso, che garantisca l’integrità, la trasparenza e la libertà delle elezioni. Un’altra condizione è quella di annullare tutte le decisioni e i decreti che il presidente ha emesso in relazione alle elezioni locali e, infine, di applicare la legge palestinese del 2005 che regola le elezioni.

L’Art. 1 della Legge n. 10 del 2005 prescriveva che la funzione delle corti d’appello fosse svolta dai tribunali distrettuali, chiamati tribunali di primo grado. Tuttavia, l’articolo è stato modificato sulla base di un decreto presidenziale del 10 gennaio, che implica l’istituzione di un tribunale speciale, che funga da corte d’appello. Tale emendamento era stato adottato in risposta all’interdizione di numerose liste elettorali del partito politico Fatah da parte delle corti distrettuali di Gaza, a causa diverse irregolarità commesse dai candidati. Fatah aveva interpretato questa decisione come un tentativo di politicizzare il sistema giudiziario e aveva rifiutato di riconoscere il nuovo tribunale.

Hisham Kahil, il direttore esecutivo della Commissione Elettorale Centrale, ha dichiarato ad Al-Monitor che Hamas si è rifiutata di tenere le elezioni prima di aver concluso un accordo con la Commissione. Secondo Kahil, l’organizzazione avrebbe espresso la propria insoddisfazione per la sospensione della precedente tornata elettorale e avrebbe rifiutato di riconoscere qualunque emendamento alla legge palestinese sulle elezioni locali adottate senza il suo consenso. Il direttore esecutivo ha spiegato che Hamas avrebbe espresso la propria posizione in occasione dell’incontro del 15 Febbraio tra la Commissione e i leader dell’organizzazione. La Commissione Elettorale Centrale incontrerà le altre fazioni presenti in Cisgiordania questa settimana e consulterà il governo palestinese sul da farsi, data la linea dura adottata da Hamas.

Ai sensi degli articoli 4 e 5 della Legge del 2005, le elezioni dovrebbero svolgersi lo stesso giorno per tutti i consigli locali. Se non si riuscisse in questo intento, le elezioni verrebbero rinviate di quattro settimane. Trascorso questo periodo, nel caso in cui la situazione non si fosse risolta, le votazioni si terrebbero solo dove possibile, come è avvenuto nel 2012 in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Dal canto suo, Dhul Fiqar Suergo, membro del Comitato Centrale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), ha dichiarato che è improbabile che il FPLP parteci alle elezioni, qualora fossero limitate soltanto a una parte di territori palestinesi. Suergo ha sottolineato che il FPLP rifiuta di partecipare a qualsiasi consultazione elettorale che inasprisca le divisioni all’interno della Palestina e che ne comprometta il sistema politico.Hamas non ha il dovere di partecipare alle elezioni locali, ma non ha alcun diritto di impedire il verificarsi di queste ultime a Gaza, perché non ne rappresenta l’autorità legale. È il governo palestinese a svolgere tale funzione, secondo la volontà espressa da tutte le fazioni palestinesi”, ha aggiunto in un intervista ad Al-Monitor.

L’analista e redattore del quotidiano politico palestinese Al-Ayyam, Akram Atallah, ha dichiarato che è improbabile che Abbas accetti le condizioni imposte da Hamas. L’analista ritiene che la soluzione migliore sia per entrambe le parti di ammettere la propria incapacità di costruire un sistema politico consensuale e di lasciare che i palestinesi decidano autonomamente il proprio destino.

A tal proposito, Hussam al-Dajani, diplomatico del ministero palestinese degli esteri a Gaza e analista politico, ha spiegato ad Al-Monitor che prevede che le elezioni rimangano circoscritte alla Cisgiordania e che un gran numero di palestinesi sarebbe disposto a boicottarle. Inoltre, Dajani ha sottolineato che indire nuove elezioni prima di aver risolto tali divisioni interne sarebbe inverosimile.

Le divisioni interne al territorio palestinese rischiano di privare la popolazione del proprio diritto di tenere elezioni unificate per il dodicesimo anno di fila. Nel 2005, le elezioni si erano svolte in tutta la Palestina e Hamas aveva vinto in 34 consigli locali su 68 in Cisgiordania, e 4 su 7 nella Striscia di Gaza.

Mahmoud Abbas, presidente della Palestina. Fonte: Flickr

Mahmoud Abbas, presidente della Palestina. Fonte: Flickr

di Redazione

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