Egitto: i cristiani copti stanno fuggendo dalla Penisola del Sinai

Pubblicato il 26 febbraio 2017 alle 11:37 in Africa Egitto

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Centinaia di cristiani copti egiziani hanno lasciato la Penisola del Sinai in seguito all’uccisione di tre fedeli nella provincia da parte dello Stato Islamico.

Giovedì, i jihadisti hanno ucciso un cristiano nella città di al-Arish, dando fuoco alla sua abitazione. La Chiesa copta ortodossa egiziana ha condannato gli attacchi terroristici in un comunicato pubblicato su Facebook, in cui si legge che “gli assalti mirano a dividere e impaurire il popolo egiziano”.

Circa 250 cristiani hanno trovato rifugio presso la chiesa evangelica nel Canale di Suez, nella città di Ismailiya. Il diacono della chiesa, Nabil Shukrallah, ha riferito di aver accolto molte famiglie e che sta aspettando altre 50 o 60 persone, aggiungendo che “è una situazione molto difficile”. Altre chiese egiziane hanno comunicato di aver accolto cristiani in fuga dal Sinai.

Tra il 2012 e il 2014, l’ISIS ha compiuto più di 400 attentati nella Penisola del Sinai, in cui sono morti centinaia di soldati egiziani. I copti sono stati particolarmente presi di mira, soprattutto da quando lo Stato Islamico ha rilasciato un video, la scorsa domenica, in cui esortava i propri seguaci a colpire le minoranze. Da allora, gli attentati si stanno susseguendo.

I copti rappresentano il 10% dei 90 milioni di cittadini egiziani. Gli estremisti li accusano di aver supportato il rovesciamento militare del precedente presidente islamista, Mohammed Morsi, nel 2013. Lo scorso 11 dicembre, sono morte 25 persone in un attacco contro la cattedrale copta ortodossa “San Marco” al Cairo. Tra le vittime c’erano sia donne che bambini. Pochi giorni dopo l’ISIS ha rivendicato l’attentato, giurando di aumentare la lotta contro i “politeisti”.

Sinai, Egitto. Fonte: Wikimedia Commons

Sinai, Egitto. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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