Capo dell’Organizzazione dell’Energia Atomica iraniana teme i contraccolpi della “dottrina Trump”

Pubblicato il 24 febbraio 2017 alle 9:56 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In un recente intervento pubblico, Ali Akbar Salehi, Direttore dell’Organizzazione dell’Energia Atomica (AEO) dell’Iran, ha messo in guardia i funzionari iraniani dai presunti rischi di penetrazione della cosiddetta “dottrina Trump” nella politica interna del paese.
La preoccupazione di Salehi potrebbe essere in parte motivata dalle affermazioni di Trump in merito all’accordo sul nucleare iraniano, del quale Salehi é un fervente sostenitore. Lo scorso 16 gennaio, in occasione dell’incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente americano Donald Trump aveva infatti minacciato di voler rinegoziare ovvero recedere dall’accordo nucleare siglato con l’Iran.
Tale accordo, chiamato “Piano d’Azione Congiunto Globale” (JCPOA), è frutto del compromesso raggiunto fra l’Iran, i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Aerial_View_of_Tehran_26.11.2008_04-35-03Nazioni Unite e l’Unione Europea. Entrato in vigore il 14 luglio 2015, l’accordo autorizza un più stringente controllo e monitoraggio dei programmi di sviluppo nucleare dell’Iran.  A tal fine, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha ricevuto l’incarico di controllare ovvero di sanzionare l’Iran in caso di non ottemperanza dell’accordo.
Proseguendo il suo discorso, Salehi ha altresì sottolineato la necessità di preservare l’unità nazionale. A suo avviso, alcuni paesi stranieri “intendono sfruttare le divisioni esistenti tra le istituzioni iraniane”, al fine di diffondere sentimenti anti-governativi all’interno del paese.
Ad esempio, il dirigente iraniano ha esortato i partiti politici a tenere sotto controllo le eventuali pressioni esterne che potrebbero influire sulla competizione elettorale, e ha raccomandato di mettere al primo posto l’interesse nazionale. Le elezioni presidenziali iraniane sono in programma per il prossimo 19 maggio. Secondo i primi sondaggi, il presidente uscente Hassan Rouhani dovrebbe essere il candidato favorito.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.