Netanyahu incontra il primo ministro australiano

Pubblicato il 23 febbraio 2017 alle 7:00 in Israele Medio Oriente

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Il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha condannando la risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva la fine dell’espansione israeliana in Cisgiordania.

Turnbull ha dichiarato: “Il mio governo non supporta le risoluzioni unilaterali che criticano Israele, al pari di quella recentemente adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e deplora le campagne di boicottaggio volte a delegittimare lo Stato ebraico”. A dicembre 2016, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva adottato una risoluzione che intimava a Israele di porre fine alla propria espansione nei territori palestinesi.

Il primo ministro australiano ha lodato in numerose occasioni Israele, sottolineando “l’antico rapporto di amicizia” tra i due paesi. “Israele è una nazione miracolosa. Ha prosperato nonostante le invasioni, i conflitti e la quasi totale mancanza di risorse naturali, fatta eccezione per la determinazione e il genio della sua gente”, ha affermato Turnbull. Ha anche aggiunto: “In quanto nazione a maggioranza cristiana, condividiamo la ricca eredità culturale della Bibbia”. Turnbull ha inoltre ribadito il sostegno dell’Australia per una soluzione a due Stati, al fine di risolvere il conflitto israelo-palestinese.

L’incontro ha suscitato l’ira di 60 tra manager, accademici, membri del clero ed ex politici. In una lettera, pubblicata lunedì 20 febbraio, il gruppo ha sottolineato che l’Australia non avrebbe dovuto accogliere Netanyahu, a causa della sua politica “provocatoria, intimidatoria e opprimente” verso i palestinesi. “Israele continua a ignorare gli appelli delle Nazioni Unite affinchè rispetti il diritto internazionale, in relazione alla costruzione di insediamenti illegali e al rapporto con la popolazione palestinese”, si legge. Nella lettera si invita inoltre il governo australiano a rivalutare il proprio sostegno “unilaterale” al governo di Netanyahu. Manifestazioni si terranno a Melbourne, Canberra e Sydney.

I detrattori del governo israeliano ritengono che gli insediamenti siano illegali e che rappresentino un ostacolo alla pace, in quanto riducono drasticamente i possedimenti palestinesi in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Israele ha risposto alle accuse facendo riferimento ai legami biblici, storici e politici con quei territori, e invocando esigenze di sicurezza.

Malcolm Turnbull, primo ministro australiano. Fonte: Wikimedia Commons

Malcolm Turnbull, primo ministro australiano. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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