Turchia-USA: incontro a İncirlik per discutere strategie anti-terrorismo

Pubblicato il 20 febbraio 2017 alle 16:41 in Medio Oriente Turchia

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Il 17 gennaio, il Generale Joseph Dunford, comandante in capo dello Stato Maggiore delle forze armate statunitensi, ha incontrato il Generale Hulusi Akar, capo di stato maggiore turco, presso la base aerea NATO di İncirlik, allo scopo di discutere gli sviluppi dell’offensiva anti-ISIS per la riconquista della città siriana di Raqqa, principale roccaforte e autoproclamata capitale siriana dell’ISIS.

Durante l’incontro, Akar avrebbe fornito dettagliate informazioni alla controparte statunitense in merito all’operazione militare turca “Scudo dell’Eufrate” (Euphrates Shield). Lanciata il 24 agosto 2016 nel nord della Siria, l’operazione è stata duramente criticata dai curdi e dal regime di Damasco per presunta violazione della sovranità stataleIl Generale turco avrebbe aggiornato Dunford sull’evoluzione dell’assedio alla città siriana settentrionale di al-Bab, ormai quasi interamente sotto il controllo delle truppe turche. Inoltre, Akar avrebbe espresso soddisfazione per il sostanziale supporto militare fornitogli dalla coalizione internazionale a guida USA.

Bandiera della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera della Turchia. Fonte: Wikimedia Commons

Fikri Işık, Ministro della Difesa turco, ha precisato che Turchia e Stati Uniti sarebbero disposti a pianificare un’operazione militare congiunta, volta alla completa liberazione di Raqqa dall’ISIS. Il 6 novembre 2016, il Generale Dunford era stato ricevuto ad Ankara per concordare con l’alleato turco un piano di offensiva militare contro Raqqa. Nel corso dei colloqui, la Turchia aveva accettato di affiancare militarmente i ribelli dell’Esercito Siriano Libero (FSA), uno dei gruppi dell’opposizione armata siriana.

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha confermato che il prossimo obiettivo dell’offensiva militare turca in Siria sarà Raqqa. Quest’ultima è oggetto di numerose incursioni da parte delle Forze democratiche siriane (SDF). L’SDF, alleanza militare curdo-araba dominata dalle Unità di Protezione Popolare (YPG), beneficia del supporto degli aerei militari e delle forze speciali di terra appartenenti alla coalizione internazionale anti-ISIS.

Mentre combatte l’ISIS ad al-Bab, l’esercito turco tenta anche di respingere le milizie curde dell’YPG, al fine di impedire la riunificazione territoriale del cosiddetto Kurdistan siriano. La leadership turca ha infatti minacciato di voler attaccare i combattenti dell’YPG a Manbij, qualora questi decidessero di non ritirarsi dalla parte orientale dell’Eufrate.

Nell’era Obama, il governo turco vedeva con sospetto la stretta cooperazione militare statunitense con le Unità di Protezione Popolare (YPG), operative nel Kurdistan siriano, e legate al PKK curdo, che viene considerato da Ankara come un’organizzazione terroristica. Ora la Turchia auspica che la nuova amministrazione Trump possa invertire la tendenza. La Turchia chiede agli Stati Uniti di interrompere la politica di cooperazione con l’YPG, e di riconquistarsi la fiducia di Ankara attraverso la realizzazione di operazioni militari congiunte.

di Redazione

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