Il portavoce del ministero degli esteri iraniano definisce le accuse turche “non costruttive”

Pubblicato il 20 febbraio 2017 alle 12:30 in Iran Medio Oriente

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Durante la 53esima conferenza di Monaco sulla sicurezza, svoltasi dal 17 al 19 febbraio, sia l’Arabia Saudita sia Israele hanno richiesto un’azione politica nei confronti dell’Iran, mentre i legislatori statunitensi hanno promesso una serie di nuove sanzioni contro la potenza sciita.
Anche la Turchia si è unita “de facto” al fronte anti-Teheran, rifiutando la proposta del ministro degli esteri iraniano, Bahram Qassemi, di creare una cooperazione regionale per ridurre la violenza e creare stabilità fra gli Stati del Golfo Persico.

Il ministro degli esteri turco Çavuşoglu. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro degli esteri turco Çavuşoglu. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro degli esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, ha criticato la politica “espansionistica” iraniana indirizzata all’indebolimento del Bahrain e dell’Arabia Saudita.
Inoltre, Çavuşoğlu ha sottolineato che la Turchia è contraria a qualsiasi divisione, sia religiosa sia nazionale e che l’obiettivo dei paesi medio orientali deve essere la normalizzazione dei rapporti con Israele.
Il portavoce del ministro degli affari esteri iraniano ha risposto alle recenti affermazioni del ministro degli esteri turco definendole “non costruttive” e ha accusato la Turchia e altri paesi di aver “deluso” l’Iran e di essere i “responsabili dell’instabilità e dell’insicurezza del Medio Oriente”.
Qassemi, domenica sera, ha rilasciato all’agenzia governativa IRNA, le seguenti dichiarazioni: “I paesi che hanno portato avanti misure invadenti, illegali e illegittime e che hanno supportato i gruppi terroristici, causando un’escalation di tensioni e instabilità in Medio Oriente, devono assumersi la responsabilità di certe azioni”.
Il portavoce iraniano ha ricordato che la politica regionale della Repubblica Islamica è da sempre improntata sul mantenimento dell’equilibrio e della sicurezza con i propri vicini e che è apprezzata da molti paesi della comunità internazionale.

di Redazione

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