Avanzata delle forze irachene per liberare la parte ovest di Mosul

Pubblicato il 20 febbraio 2017 alle 23:06 in Iraq Medio Oriente

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Giunti al secondo giorno dell’offensiva militare per riconquistare all’ISIS la parte ovest di Mosul, le forze irachene, sostenute dalla coalizione internazionale a guida USA, si sono aperte un varco in direzione dell’aeroporto, situato all’estremo meridionale della città.

La polizia federale irachena e le unità scelte del Ministero dell’Interno, chiamate Rapid Reponse (“Risposta rapida”), sono impegnate nel tentativo di scacciare i combattenti dell’ISIS dalla vicina collina di Albu Saif. Mentre gli elicotteri colpiscono la collina di Albu Saif per eliminare i cecchini, si sente il suono dei colpi di mitragliatrice e dei lanciarazzi.

I residenti raccontano che i miliziani hanno creato una rete di corridoi e tunnel che consentono ai terroristi di nascondersi e combattere in mezzo ai civili, di dileguarsi dopo le incursioni armate, e di monitorare i movimenti delle truppe irachene. I comandanti iracheni sono convinti che liberare la parte occidentale di Mosul sarà un’impresa ardua. Per i carri armati e i veicoli corazzati non è facile attraversare quelle strette vallate. Nel corso dell’avanzata, le forze irachene sono riuscite a disattivare un’autobomba, impiegata dai miliziani dell’ISIS per resistere alle forze di attacco nemiche.

Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Le forze irachene intendono usare il vicino aeroporto come pezzo d’avamposto per condurre l’attacco nella parte ovest di Mosul, dove i combattenti dell’ISIS sono sotto assedio insieme a circa 650.000 civili, fuggiti dalla parte est di Mosul dopo 100 giorni di guerra.

Lise Grande, Coordinatore Umanitario delle Nazioni Unite per l’Iraq, ha spiegato che, fino a questo momento, le forze irachene hanno invaso aree scarsamente popolate. A suo parere, lo scontro decisivo avverrà nella parte ovest di Mosul, maggiormente urbanizzata e popolata. Cuore antico della città, quell’area è sede di moschee, mercati ed importanti edifici governativi. Ciò comporterà gravi rischi per i civili che vi risiedono. Le circa 400.000 persone che abitano nella parte occidentale della città potrebbero soffrire la mancanza di cibo e carburante, aggravata dalla chiusura dei mercati.

Dall’inizio dell’offensiva militare irachena, l’ISIS ha radunato 6.000 combattenti a Mosul. Di questi, oltre 1.000 sono stati uccisi a causa del conflitto. I rimanenti devono affrontare le 100.000 unità delle forze armate irachene e dei suoi alleati. Gli Stati Uniti, in campo con oltre 5.000 truppe, guidano una coalizione internazionale che fornisce supporto militare aereo e di terra, tra cui fuoco di artiglieria, alle forze irachene e curde.

di Redazione