La Cina continua a investire in Etiopia

Pubblicato il 19 febbraio 2017 alle 17:04 in Africa Etiopia

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Le imprese cinesi sono al primo posto in Etiopia in termini di capitale investito e impegno nell’industria manifatturiera, seguite da India e Turchia.

Nel corso degli ultimi sei mesi, secondo il direttore della Commissione per gli Investimenti etiope, Mekonen Hailu, sono stati avviati 121 progetti di investimento, di cui 45 cinesi, per un capitale di oltre 3 miliardi di birr. Nonostante il 9 ottobre 2016 l’Etiopia abbia dichiarato lo stato di emergenza a causa delle proteste anti-governative, dieci importanti aziende cinesi hanno deciso di investire nel paese. Di queste dieci, cinque compagnie sono abilitate a investire nel settore tessile e dell’abbigliamento. Mekonen ha fatto presente che, sebbene la maggior parte delle aziende sia interessata a investire in questi campi, molti sono i settori non ancora sfruttati al massimo del proprio potenziale, come l’agricoltura, l’allevamento, il turismo, l’estrazione mineraria e i servizi sociali. Il governo etiope ha previsto una serie di misure per il settore manifatturiero, tra cui incentivi alle esportazioni, esenzione dai dazi doganali e dalle tasse sul reddito e concessione di terreni ad un canone di locazione competitivo.

Secondo l’ambasciatore cinese in Etiopia, La Yifan, lo scorso anno il paese ha registrato un’impressionante crescita economica. Yifan ha dichiarato che, malgrado le difficoltà legate alle fluttuazioni del prezzo delle materie prime, il paese è riuscito a raggiungere un tasso di crescita dell’8%, tra i più alti non solo nel continente ma nel mondo. “Tuttavia, dobbiamo fare del nostro meglio per aumentare le esportazioni etiopi verso la Cina”, ha osservato  l’ambasciatore.

“Sono molti i modi in cui l’Etiopia potrebbe beneficiare degli investimenti e delle iniziative cinesi. La ferrovia Gibuti-Addis Abeba ne è un esempio”, ha detto. È in costruzione anche un sistema di autostrade per collegare l’Etiopia con i paesi limitrofi. L’obiettivo è quello di non limitarsi alle sole infrastrutture, ma di raggiungere un coordinamento anche a livello politico e commerciale, in modo che tutti i paesi coinvolti possano beneficiarne.

Bandiera dell'Etiopia. Fonte: Wikipedia

Bandiera dell’Etiopia. Fonte: Wikipedia

 

 

 

 

 

 

 

 

di Redazione

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