Israele risponde alle minacce di Hezbollah

Pubblicato il 17 febbraio 2017 alle 16:06 in Israele Medio Oriente

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Giovedì 16 febbraio, Israele ha annunciato di essere pronta ad attaccare Hezbollah nel caso in cui fosse colpito il suo reattore nucleare.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha manifestato per la prima volta l’intenzione esplicita da parte del gruppo di colpire il reattore della città di Dimona, nella parte meridionale di Israele. Hezbollah è un’organizzazione considerata di natura terroristica dalla Lega Araba, Stati Uniti, Francia, Consiglio di cooperazione del Golfo, Australia, Canada, Paesi Bassi e Israele. L’Unione Europea, Nuova Zelanda e Regno Unito hanno classificato il braccio armato di Hezbollah come un’organizzazione terroristica, distinguendolo dall’ala politica. La Russia considera Hezbollah una legittima organizzazione socio-politica. La Cina è rimasta neutrale e mantiene i contatti con l’organizzazione.

Israele e Hezbollah si erano già scontrati nell’estate del 2006. Il conflitto era scoppiato quando alcuni militanti avevano attraversato il confine israeliano, catturando due soldati. I combattimenti portarono alla morte di 1.200 libanesi e 150 israeliani, prima che intervenissero le Nazioni Unite imponendo un cessate il fuoco immediato. “Se Nasrallah oserà colpire il fronte interno di Israele e le sue infrastrutture nazionali, tutto il Libano sarà sotto attacco”, ha dichiarato Yisrael Katz, ministro dell’Intelligence israeliano, in risposta alle minacce del leader di Hezbollah.

Non ci sono stati ulteriori scontri al confine tra Libano e Israele dopo la guerra del 2006, anche se si sono verificati degli sporadici episodi di violenza.

Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah. Fonte: Wikipedia Commons

Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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