Iran: presenza militare straniera nella regione principale causa di crisi

Pubblicato il 17 febbraio 2017 alle 16:21 in Iran Medio Oriente

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Boris Johnson, segretario degli affari esteri inglese, alla fine del mese di gennaio, ha espresso la disponibilità da parte della Gran Bretagna a inviare truppe di pace in Siria, dopo la conclusione degli accordi di pace.
Bahram Qassemi, portavoce del ministro degli affari esteri iraniano, ha rilasciato oggi una dichiarazione in risposta al diplomatico inglese.
Secondo Qassemi, la reale intenzione della Gran Bretagna è quella di incrementare la propria presenza nei Paesi del Golfo Persico e giustifica il suo interventismo militare “distorcendo la realtà”.

Il segretario degli esteri inglese, Boris Johnson. Fonte: Flickr

Il portavoce iraniano ha sottolineato che l’Iran basa la sua politica estera sulla creazione e il mantenimento dell’equilibrio e ritiene necessario che “l’equilibrio venga raggiunto attraverso il rafforzamento della collaborazione fra gli stati regionali” evitando l’intervento di Stati stranieri, che considera “la principale causa di instabilità e conflitto in Medio Oriente”.
In un discorso di mercoledì, Qassemi ha condannato la Gran Bretagna per essere uno dei paesi finanziatori di finanziare gli Stati impegnati nella guerra in Yemen che – così si esprime testualmente Qassemi – “quotidianamente uccidono e torturano civili innocenti”.
Il diplomatico iraniano ha inoltre risposto a un discorso tenuto dal presidente Turco Erdogan in Bahrain, in cui Erdogan ha descritto l’Iran come un paese che destabilizza gli Stati confinanti, in particolare l’Iraq.
Qassemi ha affermato che “la Turchia dovrebbe essere il primo paese a riconoscere il ruolo rilevante che svolge l’Iran nella creazione dell’equilibrio” e ha invitato il presidente Erdogan a distinguere i paesi del Medio Oriente che finanziano i gruppi terroristici da quelli che contribuiscono realmente ai disordini regionali.

di Redazione

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