Trump si impegna in Nigeria e in Sud Africa

Pubblicato il 16 febbraio 2017 alle 8:00 in Africa Nigeria

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Trump ha telefonato a due leader del continente africano, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, e il presidente Sudafricano, Jacob Zuma, per discutere di lotta al terrorismo e di relazioni commerciali.

Il portavoce del presidente nigeriano, Femi Adesina, ha dichiarato che Trump ha espresso la volontà di concludere un accordo con Muhammadu Buhari in modo da fornire concreta assistenza militare all’esercito nigeriano per combattere il terrorismo.

Adesina ha dichiarato in un’intervista rilasciata alla CNN, che Trump ha elogiato il presidente Buhari per i recenti sforzi compiuti nella lotta al terrorismo, soprattutto riguardo il salvataggio di 24 ragazze su 300 che sono state rapite da Boko Haram nel 2014 in una scuola nella città di Chibok. La maggior parte delle ragazze sono ancora disperse ma lo scorso ottobre il gruppo terroristico ha pubblicato una foto per attestare che fossero ancora vive al fine di negoziare un accordo con le autorità nigeriane.

Nella telefonata Trump ha invitato il presidente nigeriano a fargli visita a Washington.

Muhammadu Buhari è il secondo leader africano, dopo il presidente egiziano Al-Sisi, a parlare al telefono con il nuovo presidente degli Stati Uniti. Il terzo leader con cui Trump ha tenuto un colloquio è Jacob Zuma, presidente del Sud Africa.

Donald Trump e Jacob Zuma hanno riaffermato il loro impegno nel rafforzare le già strette relazioni bilaterali tra i due paesi in materia commerciale. In Sud Africa sono presenti più di seicento aziende statunitensi e i due paesi vantano di forti e durature relazioni commerciali. Inoltre i due presidenti hanno discusso riguardo la necessità di promuovere pace e stabilità al continente africano.

L’ex-presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva rifiutato di fornire armi all’esercito nigeriano nella lotta al terrorismo contro Boko Haram, nel luglio 2014. Obama aveva negato il rifornimento militare in nome della legge “Leahy” che impedisce di vendere armi ai paesi con il più alto tasso di abusi sui diritti umani, di cui la Nigeria ne è parte. La legge, che prende il nome dal suo promotore principale, il senatore Patrick Leahy del Vermont, è stato il motivo per cui il governo degli Stati Uniti non ha potuto vendere armi all’esercito nigeriano nel 2014 e che ha impedito a Israele di fornire elicotteri militari alla Nigeria per combattere il terrorismo.

A destra il presidente del Sud Africa, Jacob Zuma. A sinistra il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari. Fonte: Flickr

A destra il presidente del Sud Africa, Jacob Zuma. A sinistra il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari. Fonte: Flickr

di Redazione

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