Colloqui di Astana 2: incontro tecnico pre-conferenza di Ginevra

Pubblicato il 16 febbraio 2017 alle 22:24 in Medio Oriente Siria

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Per la seconda volta in tre settimane, i rappresentanti del governo siriano si sono seduti allo stesso tavolo negoziale dei gruppi dell’opposizione armata siriana. Gli sforzi diplomatici messi in campo ad Astana, capitale del Kazakistan, intendono preparare il terreno per la Conferenza di Ginevra sulla Siria, appoggiata dall’ONU.

Una delle questioni cruciali oggetto della discussione negoziale è il mantenimento del cessate il fuoco, raggiunto formalmente il 30 dicembre 2016 grazie all’intesa tripartita Russia-Iran-Turchia. Tuttavia, il cessate il fuoco è stato ripetutamente violato. Ad esempio, secondo quanto riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, sarebbero in corso combattimenti tra i ribelli e le forze filo-governative nel governatorato di Dara’a, nella Siria meridionale. Inoltre, mentre le forze turche e dell’opposizione siriana prendevano d’assalto la città di al-Bab, nel nord della Siria, uccidendo 24 civili nelle ultime 24 ore, le forze filo-governative attaccavano la vicina Tadef. Le suddette operazioni militari sarebbero dirette a sradicare la presenza dell’ISIS in Siria.

Bandiera della Siria. Foto di Syrian Air Force Ensign.svg. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera della Siria. Foto di Syrian Air Force Ensign.svg. Fonte: Wikimedia Commons

Jan Egeland, consigliere umanitario dell’ONU, ha chiesto alle parti coinvolte nei colloqui di “Astana 2” di acconsentire all’invio di aiuti umanitari in alcune aree periferiche e sotto assedio della Siria, come gesto di “buona volontà” in vista dell’appuntamento di Ginevra. Egeland ha lamentato l’impossibilità di inviare convogli umanitari ONU in alcune aree del paese a causa della mancata autorizzazione da parte delle autorità siriane.

In attesa della prossima Conferenza di Ginevra, fissata per il prossimo 23 febbraio, Staffan de Mistura, inviato dell’ONU per la Siria, ha incontrato a Mosca le autorità russe.

A Ginevra, dove saranno presenti anche i membri dell’opposizione civile in esilio, si potrebbe decidere il futuro assetto politico della Siria, a sei anni di distanza dall’inizio del conflitto.

di Redazione

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