Iran e Russia per una soluzione pacifica alla crisi siriana

Pubblicato il 15 febbraio 2017 alle 18:55 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il secondo round di negoziati per la risoluzione della crisi siriana, previsti per oggi nella capitale kazaka, sono stati posticipati di un giorno, senza che sia stata resa nota alcuna motivazione.
Il ministro degli affari esteri kazako, in una dichiarazione di oggi ai giornalisti dell’agenzia AFP, si è limitato ad affermare: “La conferenza è stata spostata al 16 febbraio per motivi tecnici”.
La Russia ha inviato il rappresentante presidenziale Aleksandr Lavrent’ev, mentre a rappresentare l’Iran sarà il viceministro degli esteri Hossein Jaberi Ansari.
De Mistura, il delegato speciale delle Nazioni Unite, non presiederà personalmente all’ultimo incontro di Astana, ma sarà sostituito da un team tecnico.
Anche la Giordania sarà presente alla conferenza, con Mohamed Momani come portavoce governativo.

L’iniziativa di Astana ha lasciato i paesi occidentali ai margini della recente decisione di porre fine alla guerra in Siria, costata più di 300.000 vite dal 2011.

Scorcio di Aleppo distrutta, Siria. Fonte: Germancenter (aprile 2016)

Mosca ha invitato gli Stati Uniti a partecipare come osservatore, ma il Dipartimento di Stato Americano deve ancora confermare la propria presenza.
Jaberi Ansari e Lavrent’ev hanno sottolineato la necessità di una risoluzione pacifica della crisi in Siria ed hanno annunciato che il nuovo round di negoziati avrà come obiettivo il controllo del cessate il fuoco nel territorio siriano.
Jaberi Ansari, appena atterrato all’aeroporto di Almaty in Kazakistan, rivolgendosi ad un gruppo di giornalisti, ha dichiarato che è assolutamente necessario monitorare il cessate il fuoco in Siria, coordinando la stabilità e la sicurezza nelle diverse regioni, analizzando e discutendo possibili soluzioni con l’aiuto della Commissione Congiunta, formata da Iran, Russia e Turchia.
Il Ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, ha confermato domenica 12 febbraio l’organizzazione di una nuova riunione tra il governo siriano e l’opposizione armata al fine di velocizzare il processo di pacificazione.
Lavrov ha inoltre chiarito che non vi è alcuna intenzione da parte della Commissione Congiunta di sostituire il ruolo svolto dalle Nazioni Unite o di sminuirne gli sforzi.
A suo parere l’iniziativa di Astana è stata il frutto della lentezza e dell’inattività dell’ONU, ma – ha aggiunto – senza dubbio il numero dei partecipanti ai colloqui dovrebbe essere allargato, in modo da dar voce ad entrambe le parti del conflitto.

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.