Palestina: Hamas critica la decisione di Abbas di indire le elezioni a maggio

Pubblicato il 14 febbraio 2017 alle 8:00 in Medio Oriente Palestina

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Martedì 31 gennaio, l’Autorità palestinese ha annunciato che le elezioni locali si terranno sabato 13 maggio in tutti i territori palestinesi, come deciso dal presidente Mahmoud Abbas.

Hamas ha dichiarato che non si presenterà alle elezioni, in quanto ritiene che la propria partecipazione possa acuire le divisioni interne.
L’8 settembre, il tribunale superiore di giustizia palestinese aveva deciso di annullare le elezioni programmate per l’8 ottobre. Tale decisione era stata presa in seguito a un’azione legale intentata dall’avvocato palestinese Nael al-Houh, che chiedeva l’annullamento delle elezioni a causa della presunta illegittimità della corte di Gaza e del fatto che lo staff di Hamas supervisionasse le votazioni.

Il sottosegretario del ministero degli enti locali, Mohammad al-Jabarin, ha riferito ad Al-Monitor che tale decisone è stata presa in seguito all’adozione di un emendamento alla Legge n. 10 del 2005. L’art. 1 prescriveva originariamente che la funzione delle corti d’appello fosse svolta dai tribunali distrettuali, chiamati tribunali di primo grado. Tuttavia, l’articolo è stato modificato sulla base di un decreto presidenziale del 10 gennaio, che implica l’istituzione di un tribunale speciale, che fungerà da corte d’appello.
La Commissione Elettorale Centrale Palestinese è in attesa del decreto presidenziale per dare inizio alle elezioni. Successivamente, un ulteriore decreto istituirà il tribunale. Anche se le date non sono state ancora fissate, tali decreti sono attesi per la metà di febbraio.
L’emendamento alle Legge n. 10 è stato adottato in risposta all’interdizione di numerose liste elettorali del partito politico Fatah da parte delle corti distrettuali di Gaza. I tribunali hanno addotto diverse violazioni della legge da parte di alcuni candidati, tra cui l’aver conservato il proprio posto di lavoro durante la campagna elettorale.
Jabarin ha spiegato che, secondo la decisione presa dal governo, le elezioni si svolgeranno lo stesso giorno per tutti i consigli locali. Se non si riuscisse in questo intento, le elezioni verrebbero rinviate di quattro settimane. Trascorso questo periodo, nel caso in cui la situazione non si fosse risolta, le votazioni si terranno solo dove possibile, come è avvenuto nel 2012, quando le elezioni locali si sono tenute solo in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Il 6 febbraio, la commissione elettorale ha fissato il calendario per le elezioni locali, che si svolgeranno dal 25 febbraio, data della registrazione degli elettori, al 13 maggio, giorno delle votazioni.

Hisham Kahil, direttore esecutivo della commissione, ha spiegato ad Al-Monitor che i preparativi coinvolgeranno tutte le province palestinesi e che la commissione elettorale inizierà a contattare i partiti partecipanti, per garantire che le elezioni si tengano in tutte le province, secondo quanto previsto dalla legge. Inoltre, ha sottolineato che il tribunale speciale, istituito per le elezioni, sarà autorizzato a esaminare i ricorsi presentati dinnanzi alla commissione. Le sue attività cominceranno e si concluderanno con le elezioni.

L’annuncio della data delle elezioni locali ha suscitato nuove polemiche tra Fatah e Hamas. Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha affermato che lo svolgimento delle elezioni nelle condizioni attuali è irragionevole, aggiungendo che le elezioni locali sono state interrotte nel mese di ottobre per via di problemi giudiziari e legati alla sicurezza, nonché a causa dell’interferenza di Abbas. Qassem ha dichiarato ad Al-Monitor che Abbas avrebbe adottato una serie di azioni giuridiche e legali, che sono state successivamente annullate, senza consultare il consiglio legislativo palestinese, l’unico organismo autorizzato ad adottare emendamenti. Il portavoce di Hamas ha sottolineato che qualunque emendamento si sarebbe  dovuto adottato di comune accordo e che nessun partito dovrebbe procedere di propria iniziativa. Qassem ha anche fatto presente che Hamas si assicurerà che le elezioni si svolgano in un contesto democratico e giuridicamente legittimo in tutti i territori palestinesi.

Il 1 febbraio, Osama Qawasmi, portavoce di Fatah, ha dichiarato a Radio Palestina che “la presa di posizione di Hamas contro le elezioni locali è prevedibile, perché non crede nella democrazia”, accusando l’organizzazione di aver già deciso di impedire lo svolgimento delle elezioni a Gaza, come era avvenuto nelle ultime elezioni locali ad ottobre 2012.

Mustafa al-Sawwaf, ex direttore di Felesteen, ritiene che la decisione di tenere le elezioni locali a maggio sia la dimostrazione che Abbas prenda decisioni unilaterali, per favorire i propri interessi personali. Sawwaf ha invitato le fazioni palestinesi a fare fronte comune, al fine di costringere Abbas ad annullare la propria decisione, sostenendo che le elezioni dovrebbero tenersi quando ci sarà una concertazione a livello nazionale, che garantisca la trasparenza delle consultazioni elettorali.

Asad Abu Sharkh, ex professore di scienze politiche presso l’Al-Azhar University di Gaza, ha concordato con Sawwaf, dichiarando che la decisione di indire le elezioni nelle condizioni attuali e l’emendamento alla legge elettorale indicano che i risultati delle consultazioni favoriranno chiaramente una parte rispetto all’altra. Egli ha osservato che la decisione di tenere le elezioni a maggio, dopo l’emendamento apportato da Abbas, lascia intendere che Hamas non voglia tenere affatto le elezioni. Ha anche aggiunto che il primo ministro, Rami Hamdallah, dovrebbe visitare Gaza per cementare l’unione delle istituzioni palestinesi prima di indire le elezioni.

Nonostante la guerra mediatica in corso tra Fatah e Hamas, la maggior parte dei palestinesi si aspetta che il governo assecondi la decisione di procedere con le elezioni locali, anche se Hamas si rifiutasse di partecipare e impedisse di tenerle nella Striscia di Gaza.

Bandiera di Hamas. Fonte: Wikipedia

Bandiera di Hamas. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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