Mercosur e Alianza del Pacífico si alleano in risposta a Trump

Pubblicato il 14 febbraio 2017 alle 12:00 in America Latina

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Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri si è riunito nei pressi di Santiago con l’omologa cilena Michelle Bachelet per promuovere un’alleanza tra Mercosur e Alianza del Pacifico in risposta alle politiche protezioniste di Donald Trump.

Dopo Brasilia e prima di Madrid, Santiago del Cile: continua l’intensa attività diplomatica del presidente argentino Macri. “Riportare l’Argentina nel mondo” era lo slogan della campagna elettorale di Macri nel 2015, dopo gli anni di nazionalismo protezionista di Cristina Fernández de Kirchner. L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca sembra aver dato all’inquilino della Casa Rosada la possibilità non solo di metterlo in pratica, ma di farlo giocando un ruolo di primo piano.

Portare a termine l’accordo di libero scambio Mercosur-UE, bloccato da quindici anni, era stato il tema del vertice con Michel Temer a Brasilia e sarà oggetto di discussione con Mariano Rajoy la prossima settimana, quando Macri volerà in visita di stato in Spagna. Oggetto del vertice di Colina, presso Santiago, con Michelle Bachelet è stato stringere le relazioni tra il Mercosur e l’altro grande blocco sudamericano, l’Alianza del Pacífico.

L’Alianza del Pacífico, che riunisce Cile, Colombia, Perù e Messico, era nata nel 2011 come risposta liberale alla svolta protezionista impressa al Mercosur dai governi di Néstor e Cristina Kirchner in Argentina e di Lula e Dilma Rousseff in Brasile. La svolta a destra di Paraguay, Argentina e Brasile e la sospensione del Venezuela dal Mercosur hanno riavvicinato le posizioni tra i due blocchi.

La sfiducia che ha caratterizzato le relazioni tra le due organizzazioni negli ultimi anni è stata accantonata lo scorso giugno in occasione dell’undicesimo vertice dell’Alianza del Pacífico, quando lo stesso Macri ha partecipato in qualità di osservatore. L’elezione di Donald Trump ha fatto poi da catalizzatore, essendo i paesi latinoamericani tutti esportatori di materie prime che si sentono minacciati dalle politiche protezioniste del neo-presidente USA.

Entrambi i paesi (ed entrambe le organizzazioni) preferirebbero evitare lo scontro diretto con l’amministrazione Trump, ma la svolta protezionista statunitense ha colto l’America Latina in una fase di grande apertura al mercato estero. In un momento in cui il pianeta vive segregazione, xenofobia e protezionismo – ha dichiarato Michelle Bachelet – Cile e Argentina iniziano un percorso di collaborazione.

Il vertice tra i leader di Cile e Argentina assume particolare valenza essendo Macri e Bachelet presidenti di turno rispettivamente del Mercosur e dell’Alianza del Pacífico. I due presidenti hanno organizzato un vertice dei ministri degli esteri dei paesi di entrambe le organizzazioni previsto ad aprile a Buenos Aires. A favorire la possibilità di un summit la sospensione del Venezuela dal Mercosur, voluta da Argentina e Brasile con il beneplacito dell’Uruguay, mentre il presidente del Paraguay Cortés premeva per l’espulsione diretta.

Obiettivo ultimo del vertice è una grande alleanza tra le due organizzazioni e un unico blocco sudamericano di libero scambio. Rimangono, cionondimeno, enormi differenze di politica economica tra i due blocchi.  I paesi del Mercosur e l’Argentina in particolare hanno, con le dovute differenze, una forte presenza dello stato in economia e un’elevata spesa pubblica. I paesi dell’Alianza del Pacífico sono improntati ad un maggior liberismo economico. In Cile, ad esempio, i numerosi governi di centrosinistra che si sono succeduti salvo una breve parentesi dal 1990 ad oggi non hanno mai derogato le politiche liberiste del generale Pinochet.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

Mauricio Macri e Michelle Bachelet. Fonte: Wikimedia Commons

Mauricio Macri e Michelle Bachelet. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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