Il governo iraniano denuncia il “genocidio” in Yemen

Pubblicato il 14 febbraio 2017 alle 16:33 in Iran Medio Oriente

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Ali Shamkani ,Capo Supremo della Sicurezza iraniana, ha mosso delle accuse nei confronti dell’Arabia Saudita e della comunità internazionale.
Durante un incontro tenutosi a Teheran con il ministro degli esteri lussemburghese, il diplomatico iraniano si è così espresso: “Rimanere in silenzio davanti ai crimini commessi dall’Arabia Saudita contro le donne yemenite e i bambini indifesi equivale ad essere complici del loro genocidio e della distruzione delle risorse e delle infrastrutture del Paese”.
Il governo iraniano si è dimostrato da sempre contrario all’ “invasione” dello Yemen da parte dell’Arabia Saudita, denunciando gli attacchi aerei indiscriminati della coalizione e la scia di morti e feriti che hanno lasciato dietro di sé.
Secondo fonti diplomatiche iraniane, nel giugno 2016, le Nazioni Unite avevano inserito la coalizione araba nella lista nera per l’uccisione di bambini yemeniti, ma dopo la minaccia dell’Arabia Saudita di tagliare i fondi ad alcuni programmi delle Nazioni Unite, è stata cancellata.
Teheran ha anche additato i paesi Europei e gli Stati Uniti come i maggiori venditori di armi all’Arabia Saudita .
La settimana scorsa, un funzionario americano ha lasciato trapelare che l’amministrazione Trump aumenterà la vendita di armi all’Arabia Saudita e al Bahrain, eliminando il limite imposto dall’ex presidente Obama, mirato alla protezione dei diritti umani.
shamkaniInoltre, secondo un rapporto indipendente nel settembre 2016, la Gran Bretagna è, dopo gli Stati Uniti, il secondo più grande trafficante d’armi del mondo; armi che vanno ad alimentare principalmente i conflitti in Medio Oriente, tra cui la guerra yemenita.
In risposta alle dichiarazione di ieri di Ali Shamkani, l’Arabia Saudita, leader della coalizione araba impegnata nella guerra in Yemen, ha dichiarato di avere come obiettivo primario la protezione dei civili yemeniti e delle risorse del paese e di star adottando tutte le misure per ridurre al minimo le perdite.
La forza di coalizione, con l’“Operazione Ricostruzione della Speranza”, si è detta decisa a restaurare la legittimità governativa in Yemen e ha denunciato l’uso di scudi umani da parte dei ribelli Houthi e da parte delle forze dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh.
L’Arabia Saudita e i suoi alleati hanno affermato di collaborare a fianco delle agenzie delle Nazioni Unite e della Croce Rossa, per supportare i loro progetti, basati sul rispetto e la protezione dei diritti umani.

 

di Redazione

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