Russia, Iran e Turchia discutono della tregua in Siria

Pubblicato il 6 febbraio 2017 alle 16:15 in Iran Medio Oriente

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Le rappresentanze diplomatiche di Russia, Turchia e Iran hanno dato inizio ad una seconda riunione tecnica ad Astana, capitale del Kazakistan, per discutere i dettagli della realizzazione del cessate il fuoco in Siria.

L’incontro è avvenuto tre settimane dopo il raggiungimento di un primo accordo nella capitale kazaka.

Il patto ha il fine di creare un meccanismo trilaterale volto a monitorare le violazioni della fragile tregua stabilita tra il governo e i gruppi di opposizione, entrata in vigore il 30 dicembre, e di aprire la strada verso i colloqui di pace condotti dalle Nazioni Unite nel mese di febbraio.

Ai colloqui di oggi è attesa anche la partecipazione di rappresentanti giordani. Secondo un portavoce del ministero degli esteri del Kazakistan, l’ordine del giorno della riunione comprende un riesame dell’attuazione del cessate il fuoco, e la discussione di una proposta presentata dall’opposizione armata siriana riguardante la tregua.
Azaz,_Syria
In un precedente incontro a Teheran, in cui era presente l’inviato speciale della Russia in Siria, Alexander Lavrentiev, il Segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Shamkhani, aveva affermato che “l’iniziativa politica” proposta da Iran, Russia e Turchia, per risolvere la crisi siriana, poteva rappresentare un modello per la soluzione dei conflitti in Medio Oriente.

L’alto funzionario reputa che un utilizzo di “soluzioni militari” in Siria sia necessario solo nei confronti di quei gruppi che “rifiutano di deporre le armi”.
Ad avviso del rappresentante iraniano, mettere in sicurezza la regione e in generale il Medio Oriente, attraverso soluzioni politiche e diplomatiche, è “impossibile”, almeno finchè “l’ISIS, il fronte di al-Nusra e i loro gruppi affiliati saranno in Siria”.

Nonostante il funzionario russo abbia a sua volta definito “costruttivo” il ruolo dell’Iran all’interno del meccanismo di cooperazione, il secondo incontro ad Astana ha evidenziato profonde differenze fra la Russia e l’Iran.

In particolare, sono sorte divergenze sulla futura partecipazione degli Stati Uniti e sull’esclusione degli Stati del Golfo, considerati i maggiori finanziatori dei gruppi di opposizione in Siria.

L’Iran, dopo gli scontri con la nuova amministrazione Trump, si è mostrato deciso ad opporsi in ogni modo a qualsiasi coinvolgimento degli Stati Uniti. Differentemente, Mosca è convinta di poter risolvere le questioni bilaterali con Washington, migliorando i legami e coordinando gli sforzi per combattere “il terrorismo internazionale”, ma con il presupposto che ciò avvenga sulla base del reciproco rispetto.

di Redazione

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