Manifestazioni a Tel Aviv contro demolizioni nei villaggi

Pubblicato il 5 febbraio 2017 alle 17:30 in Israele Medio Oriente

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Migliaia di ebrei e arabi hanno marciato insieme a Tel Aviv contro le demolizioni nei villaggi.        

Nella sera di sabato 4 febbraio, circa 5000 manifestanti, tra arabi ed ebrei, hanno protestato a Tel Aviv contro le demolizioni nei villaggi di Kalansua e Umm al-Hiran. Al coordinamento della marcia hanno contribuito diverse organizzazioni sia arabe che ebree, tra cui Standing Together, il Comitato per il riconoscimento dei villaggi non riconosciuti nel Negev, Rabbis for Human Rights e i partiti israeliani di sinistra Meretz e Hadash. Gli organizzatori hanno definito la protesta “una svolta nella lotta congiunta di ebrei e arabi”. Gli interventi sono stati tenuti in arabo ed ebraico, e i manifestanti hanno sventolato bandiere sia israeliane che palestinesi.

La vedova di Abu Yakub al-Kiyan, Amal Abu Sa’ad, ucciso il mese scorso dalla polizia israeliana durante lo sgombero del villaggio di Umm al-Hiran nel Negev, ha rivolto queste parole ai manifestanti: “È importante per me essere qui a parlare con voi e poter indirizzare questo messaggio al primo ministro e al governo: nonostante le vostre istigazioni all’odio, e nonostante il razzismo e le discriminazioni del potere legislativo ed esecutivo nelle infrastrutture e nei servizi pubblici, non riuscirete a dividere i cittadini di questo paese. Tutti voi, in piedi qui oggi, siete la prova che ebrei e arabi possono e vogliono vivere insieme nell’uguaglianza”.

I manifestanti hanno, inoltre, chiesto la formazione di una commissione d’inchiesta indipendente per indagare sulle demolizioni a Umm al-Hiran. Ayman Odeh, leader di Hadash, ha dichiarato: “Migliaia di persone sono venute qui oggi, arabi ed ebrei, provenienti da tutto il paese per far sentire la propria voce contro gli attacchi del governo ai danni della popolazione araba e per chiedere uguaglianza, il riconoscimento di villaggi non riconosciuti e per sollecitare la formazione di una commissione d’inchiesta ufficiale, al fine di indagare su tutti gli eventi collegati al brutale sgombero di Umm al-Hiran“.

Dov Khenin, membro della Lista Comune, ha aggiunto: “Tra le migliaia di persone che hanno protestato questa sera a Tel Aviv, risuona un messaggio di speranza di fronte a un governo che sceglie l’istigazione all’odio. Sappiamo che si tratta dell’ultimo rifugio di coloro che hanno fallito”.

Il Supremo Comitato Arabo ha annunciato di voler intensificare i propri appelli all’opinione pubblica israeliana e internazionale. “Centinaia di cittadini ebrei hanno partecipato alle recenti proteste contro le demolizioni nei villaggi arabi”, ha spiegato Raja Za’atra di Hadash, che presiede la sottocommissione del partito responsabile dei contatti con l’opinione pubblica israeliana. “Fin dall’istituzione della Lista Comune, molti politici nella comunità araba hanno riconosciuto l’importanza strategica del dialogo e della cooperazione con le forze democratiche nella società israeliana”, ha dichiarato Za’atra. “Questo vale a maggior ragione alla luce del dilagante razzismo e dei duri attacchi del primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo governo contro i cittadini arabi e la democrazia”, ha aggiunto.

Haaretz è un giornale israeliano fondato nel 1918, che pubblica sia in ebraico che in inglese. L’edizione inglese è pubblicata e venduta insieme all’International New York Times. È noto per le sue posizioni di centro-sinistra e liberali su questioni di politica interna e estera.

Proteste a Tel Aviv. Fonte: Wikipedia Commons

Manifestazione a Tel Aviv. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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