L’Egitto afferma di avere forti legami con l’Arabia Saudita

Pubblicato il 4 febbraio 2017 alle 12:30 in Africa Egitto

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L’Egitto ha affermato di avere rapporti saldi con l’Arabia Saudita.

In occasione del 31esimo Al-Janadriyah Festival celebrato nel paese del Golfo Persico, il 2 febbraio, il ministro della cultura egiziano Helmy El-Namnam ha affermato che l’Egitto e l’Arabia Saudita hanno sempre mantenuto stretti rapporti nel corso della storia. In una dichiarazione, El-Namman ha spiegato che “nonostante qualche disaccordo, i due paesi sono uniti da profondi legami geografici, religiosi e umani che non potranno mai essere spezzati”.

Le affermazioni del ministro egiziano arrivano in seguito ad un anno di tensioni tra l’Egitto e l’Arabia Saudita.

Lo scorso aprile, un accordo marittimo bilaterale ha sancito il passaggio all’Arabia Saudita della sovranità delle due isole egiziane del Mar Rosso, Tiran e Sanafir. Tiran e Sanafir, situate nel Golfo di Aqaba, si trovano in una posizione strategica perché permettono l’accesso diretto alla Giordania e a Israele. Alcuni affermano che le due isole appartengano al regno saudita, sostenendo che negli anni ’50 Riad abbia chiesto al Cairo di proteggerle. Altri, invece, si oppongono al passaggio di sovranità e ritengono che le isole siano proprietà dell’Egitto per via di un trattato stipulato nel 1906, quando l’Arabia Saudita non era ancora stata fondata.

Dopo aver sollevato una protesta, il popolo egiziano ha accusato il presidente Abdel fattah al-Sisi di aver violato il giuramento presidenziale sul mantenimento dell’integrità territoriale del paese. In seguito, la cessione delle due isole è stata annullata dalla corte amministrativa di appello egiziana, che ha multato al-Sisi obbligandolo a sospendere il passaggio di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.

Ulteriori tensioni con Riad sono emerse ad ottobre, quando il Cairo ha votato in favore di una risoluzione russa richiedente un cessate il fuoco in Siria, andando contro la proposta avanzata dalla Francia, sostenuta dall’Arabia Saudita, che chiedeva l’istituzione di una no-fly zone sopra la città siriana di Aleppo. Di conseguenza, l’Arabia Saudita ha sospeso ogni fornitura di greggio all’Egitto, nonostante tra i due esistesse un accordo che impegnava Riad a fornire al Cairo 700.000 tonnellate di petrolio raffinato al mese, per un periodo di cinque anni.

Dal rovesciamento del presidente egiziano Mohamed Morsi del luglio 2013, l’Arabia Saudita ha sostenuto l’Egitto con prestiti e sovvenzioni da miliardi di dollari, insieme a prodotti petroliferi e depositi in contanti.

di Redazione

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