‘Safe zones’ in Siria: Abu Dhabi e Mosca chiedono chiarimenti agli USA

Pubblicato il 1 febbraio 2017 alle 18:46 in Medio Oriente Siria

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In occasione della Quarta Sessione del Forum di Cooperazione Arabo-Russo, tenutasi ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, il Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha chiesto alla nuova amministrazione Trump di esporre i dettagli del piano americano per la costruzione di ‘safe zones‘ a favore dei civili in Siria. Lavrov è disposto a dialogare con Washington sulla spinosa questione e auspica che Donald Trump non abbia intenzione di ripetere la fallimentare esperienza del 2011, quando ‘safe zones‘ furono create nella città di Benghazi durante la rivoluzione anti-Gheddafi in Libia. Il Ministro russo ha spiegato che qualora il progetto delle ‘safe zones‘ venisse replicato in Siria, la sua realizzazione richiederebbe la stretta collaborazione dell’ONU e il consenso del governo del Presidente siriano Bashar al-Asad. Lavrov spera che la Siria sia riammessa nella Lega Araba, dopo la sospensione decisa il 12 novembre 2011 per isolare il regime siriano.

Bandiera della Siria. Foto di Syrian Air Force Ensign.svg. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera della Siria. Foto di Syrian Air Force Ensign.svg. Fonte: Wikimedia Commons

Gli Stati Uniti e la Russia sono coinvolti, su fronti opposti, nel conflitto siriano. Alla fine del 2015, la Russia, alleata del regime siriano sostenuto dall’Iran, ha iniziato una campagna di raid aerei anti-terrorismo in Siria. Anche la Turchia è intervenuta militarmente nel nord della Siria nell’agosto 2016.

Trump ritiene che l’opzione delle ‘safe zones‘ sia preferibile rispetto all’ingresso di milioni di rifugiati in Europa e negli Stati Uniti, visto che, a suo parere, la gestione europea della crisi dei rifugiati è stata finora catastrofica. Venerdì scorso il Presidente americano ha emesso un ordine esecutivo che, tra le varie disposizioni, vieta per un tempo indefinito l’ingresso negli Stati Uniti dei richiedenti asilo siriani.

di Redazione

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