Leader dei separatisti del Kashmir contesta l’arresto di Hafiz Saeed

Pubblicato il 1 febbraio 2017 alle 16:08 in Asia Pakistan

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Syed Salahuddin, leader del gruppo di militanti separatisti del Kashmir Hizb-ul-Mujahideen, pretende che Islamabad revochi gli arresti domiciliari e rimetta in libertà Hafiz Saeed, capo dell’organizzazione Jamaat-ud-Dawa (JuD). Salahuddin ha affermato che la decisione adottata dal governo pachistano “è dolorosa e vile”.

Saeed è stato arrestato in applicazione della legge Sezione 11-EEE(1) dell’Anti-Terrorism Act del 1977. La mossa di Islamabad, che scaturisce dalle pressioni congiunte di Washington e Nuova Delhi, potrebbe riuscire ad ammorbidire i tesi rapporti con l’India, storico nemico del Pakistan.

Valle di Neelum, Kashmir pachistano

Valle di Neelum, Kashmir pachistano

Salahuddin, capo dell’organizzazione United Jihad Council (UJC), ha detto che “Hafiz Mohammad Saeed non solo ha sempre chiesto alla comunità internazionale di rompere il proprio silenzio criminale sul Kashmir, ma ha anche subito le atrocità del regime imperialista indiano”. Il leader dell’UJC ritiene che la scelta del governo pachistano riveli la debolezza del Pakistan nell’affrontare e difendere i Kashmiri.

Il Kashmir è una regione a maggioranza musulmana co-amministrata da India, Pakistan e Cina, e contesa tra India e Pakistan sin dal 1947.

L’UJC è un’organizzazione-ombrello pachistana composta da decine di gruppi militanti armati che rivendicano la parte di territorio del Kashmir controllata dall’India. Lashkar-e-Taiba, ala militante di JuD, ricopre lo status di osservatore all’interno dell’organizzazione.

La dura reazione di Salahuddin si unisce al movimento di protesta sviluppatosi a Muzaffarabad contro il Presidente americano Donald Trump e il Primo ministro Narendra Modi, entrambi accusati di aver “fatto pressioni su Islamabad per far arrestare il leader di JuD”.

di Redazione

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