Nuova disputa sul gas tra Russia e Ucraina

Pubblicato il 31 gennaio 2017 alle 11:00 in Russia

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L’azienda di stato ucraina Neftogaz e la russa Gazprom ai ferri corti per il gasdotto OPAL che aumenterà l’apporto di gas russo in Europa tagliando fuori Polonia e Ucraina.

L’azienda di stato russa Gazprom ha contestato la decisione dell’ucraina Nefrogaz di presentare ricorso alla commissione europea e alla giustizia tedesca contro il rilancio del gasdotto OPAL. L’Ucraina – sostiene Mosca – vuole soldi facili alle spalle della Russia.

La decisione della Commissione Europea di ritornare sul progetto di gasdotto OPAL risale allo scorso ottobre. OPAL sarebbe un’arteria del North Stream che fornirebbe a Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria il gas russo attraverso il territorio tedesco. North Stream infatti collega la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico.

Il progetto North Stream è affidato al 51% all’azienda di stato russa Gazprom, il restante 49% è suddiviso tra le tedesche Ruhrgas e BASF, l’olandese N. V. Nerlandse Gasunie e la francese GDF-Suez. Opal, inizialmente suddiviso alla stessa maniera, potrebbe essere affidato quasi interamente alla Gazprom, che si appresta ad acquistare all’asta un ulteriore 40%.

La Polonia aveva già presentato un ricorso contro la decisione della commissione di puntare su OPAL, che taglierebbe Varsavia fuori dalla distribuzione di gas russo in Europa orientale.

Al ricorso polacco si è aggiunta l’Ucraina, tramite la controllata Neftogaz. L’azienda di stato di Kiev ha fatto riferimento all’accordo UE-Ucraina che prevede che, in caso di interessi di una delle parti, nel processo decisionale si tenga in conto l’opinione di ambo le parti (in questo caso dell’Ucraina).

Andrej Kobolev, amministratore delegato della Neftogaz, ha assicurato che qualora Gazprom acquisti la quota di OPAL all’asta, il transito di gas tramite l’Ucraina si ridurrebbe di circa 15 miliardi di metri cubi. Per Kiev le perdite ammonterebbero a circa 400 milioni di dollari.

La decisione europea si somma a quella russo-turca di riprendere la costruzione del Turkish stream, il gasdotto che collega la Russia alla Turchia europea e quindi alla Grecia, fornendo così l’Europa meridionale via Mar Nero, tagliando fuori anche in questo caso l’Ucraina. Turkish stream era stato interrotto alla fine del 2015 a seguito dell’abbattimento di un caccia russo ad opera dell’aviazione turca e ripreso lo scorso dicembre a seguito del riavvicinamento tra Ankara e Mosca.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

I gasdotti North Stream e OPAL. Fonte: Wikimedia Commons

I gasdotti North Stream e OPAL. Fonte: Wikimedia Commons

 

di Redazione

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