Lahore: arresti domiciliari per il leader di Jamaat-ud-Dawa

Pubblicato il 31 gennaio 2017 alle 16:51 in Asia Pakistan

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Le autorità provinciali del Punjab, dopo anni di pressioni dall’India, dagli Stati Uniti, e dalla comunità internazionale, hanno dato esecuzione a un ordine di arresto ai domiciliari per Hafiz Saeed, storico leader dell’organizzazione terroristica pachistana Jamaat-ud-Dawa (JuD) e per altri quattro membri dell’organizzazione, Abdullah Ubbaid, Zafar Iqbal, Abdul Rehman Abid e Qazi Kashif Niaz.

Un contingente di polizia ha circondato la sede principale dell’organizzazione e ha presidiato gli altri due uffici di Muridke e Lahore. Hafiz Saeed è stato prelevato dalla polizia nella moschea di Qudsia, sita nell’area Chauburji di Lahore. Saeed è stato trasferito per i domiciliari nella sua residenza di Johar Town. Da una nota del Ministero dell’Interno risulta che Saeed sia stato dichiarato in arresto in conformità alla legge Sezione 11-EEE(1) dell’Anti-Terrorism Act del 1977.

Una direttiva del dipartimento provinciale ha ordinato che bandiere nazionali sostituissero le bandiere della sede di JuD a Lahore; inoltre, le insegne pubblicitarie di JuD sono state rimosse dalle strade della città.

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

JuD, che si autodefinisce un’organizzazione caritatevole islamica, è stata dichiarata fuorilegge dal governo pachistano. Sottoposta a sanzioni internazionali dalla risoluzione 1267 (UNSCR) del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, è stata inserita dal Dipartimento di Stato USA nella lista delle Foreign Terrorist Organisations (FTOs). Il suo braccio armato, Lashkar-e-Taiba (LeT), co-fondato da Hafiz Saeed nel 1990, combatte dal 1994 i soldati indiani nella regione del Kashmir sotto amministrazione indiana. Saeed, alla guida del gruppo LeT (classificato dal Dipartimento di Stato USA come FTO nel 2001 e messo al bando dal Pakistan l’anno successivo), è stato accusato da Washington e da Nuova Delhi di essere la mente degli attentati del 2008 a Mumbai. Il 26 novembre 2008, dieci attentatori uccisero 166 persone in un violento attacco, che aveva preso di mira due hotel di lusso, un centro ebraico e una stazione ferroviaria di Mumbai, capitale finanziaria dell’India. Nel 2012, gli Stati Uniti hanno emesso una taglia di 10 milioni di dollari su Hafiz Saeed per il suo presunto coinvolgimento in un attacco nel quale sono rimasti uccisi sei cittadini americani.

Dal 2011, Il governo pachistano ha avviato un giro di vite contro JuD e due anni fa ne ha congelato i capitali.

 

di Redazione

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