Xi Jinping a Davos: inno alla globalizzazione

Pubblicato il 19 gennaio 2017 alle 16:00 in Asia Cina

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Il destino comune dei paesi del mondo non può prescindere dalla globalizzazione economica, dall’innovazione e da un ruolo sempre più predominante della Cina sullo scacchiere internazionale. Questi i messaggi chiave degli interventi del presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, al World Economic Forum di Davos e al quartier generale delle Nazioni Unite di Ginevra.

Il presidente Xi Jinping ha partecipato per la prima volta di persona al forum di Davos. Durante la visita in Svizzera ha avuto modo di rafforzare la cooperazione con il paese e di rivolgere un discorso di saluto al quartier generale delle Nazioni Unite di Ginevra.

Farci carico insieme delle responsabilità della nostra epoca e promuovere lo sviluppo globale, costruire un destino comune per l’intera umanità. Questo il titolo dei due interventi del presidente della Cina, segnati da una retorica che sembra quasi ricordare i discorsi del presidente americano uscente, Barak Obama.

Il discorso di apertura del forum di Davos del 17 gennaio del presidente del Paese di Mezzo è senza dubbio un segnale importante. Dall’intervento di Xi Jinping emerge una Cina che vuole essere responsabile, ragionevole, conciliante e pronta a svolgere un ruolo di leadership sempre più preponderante a livello internazionale.

Siamo in un’epoca contraddittoria, che ricorda quella del post-rivoluzione industriale – afferma Xi Jinping – in cui si deve bilanciare il progress tecnologico con le sfide del nostro tempo: il terrorismo, le ondate migratorie, la disoccupazione, il divario tra ricchi e poveri, tra nord e sud del mondo.

“La globalizzazione è la risposta ai bisogni della società moderna, la naturale conseguenza del progresso scientifico-tecnologico. Non è qualcosa di costruito a tavolino da un gruppo di individui o di paesi. La globalizzazione ha fornito un impulso forte alla crescita economica mondiale, ha promosso l’interscambio di merci e capitali, il progresso della scienza e della civiltà”, questa la definizione del presidente Xi Jinping.

“L’economia globale è come un grande oceano, che lo si voglia o no, esiste. Non c’è modo di tornare indietro. Pensare di poter fermare i flussi che l’attraversano – il flusso di capitali, di merci, di tecnologie, di persone – pensare di dividere questo grande oceano e trasformarlo in tanti piccoli laghetti o fiumiciattoli indipendenti, semplicemente non è possibile. Non si addice al nostro tempo”, continua il presidente cinese, riprendendo una delle metafore che più gli è cara, quella del mare e della navigazione, per concludere ribandendo che i paesi del mondo sono tutti “sulla stessa barca”, uniti da un destino comune.

Secondo il presidente cinese, le problematiche maggiori da affrontare sono tre: la mancanza di una efficace spinta per lo sviluppo, una governance dell’economia globale che non riesce ad adattarsi alla nuova situazione mondiale e infine le disuguaglianze nella crescita tra le diverse regioni del mondo.

Occorre trovare un nuovo modello di sviluppo inclusivo – che dovrà essere adeguato alle condizioni dei singoli paesi perché non ne esiste uno valido per tutti– basato sull’innovazione, il nuovo motore dell’economia. Per farlo, i paesi debbono collaborare, unirsi e lavorare insieme. La globalizzazione è la via da percorrere.

Dopo aver tracciato le linee della situazione internazionale, il presidente Xi ha guardato alla Cina. Un paese che emerge da 38 anni di programma di Riforma e Apertura – un grande progetto avviato nel 1978 da Deng Xiaoping – e che ha raggiunto dei risultati senza precedenti. Xi Jinping si è detto fiducioso per la crescita economica del suo paese che è ormai entrata in una fase di new normal e ha ribadito l’importanza della realizzazione del progetto Nuova Via della Seta (One Belt One Road), non solo per la Cina, ma anche per migliorare il benessere di tutti i 100 paesi che vi partecipano.

Dobbiamo auspicare un mondo senza armi nucleari, in cui paesi grandi e piccoli siano sullo stesso piano e trattati in modo egualitario. Dobbiamo continuare la lotta al mutamento climatico e favorire una crescita economica sostenibile ed ecologica. Questi i messaggi chiave del discorso alle Nazioni Unite.

Il due interventi di Xi Jinping in Svizzera sono stati accolti in modo positivo. Secondo Forbes, il senso ultimo da intravedere dietro la retorica ben costruita del presidente della Cina è quello di un forte sostegno alla globalizzazione da parte del gigante asiatico, proprio quando in Occidente questa è messa a repentaglio dalle ondate protezioniste e dall’imminente transizione ai vertici degli Usa.

Le parole del presidente Xi Jinping dipingono una Cina impegnata a livello internazionale, avvocato difensore della globalizzazione. La lettura generale degli analisti e dei giornali internazionali di questo messaggio è quello di una sfida aperta al presidente-eletto Trump e al protezionismo economico. Un tentativo di Pechino per raccogliere consenso di fronte a due importanti platee internazionali, proprio a due giorni dal giuramento di Trump. Un tentativo della Cina per rafforzare l’idea che è il paese migliore per guidare l’economia globalizzata.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping

Il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, Fonte Voanews.com

di Redazione

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