Isole Comore ordinano la chiusura di “finte” organizzazioni caritatevoli iraniane

Pubblicato il 19 gennaio 2017 alle 8:15 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Unione delle Comore, piccolo paese membro della Lega Araba e fedele alleato dell’Arabia Saudita, ha rotto le sue relazioni diplomatiche con l’Iran a causa del comportamento aggressivo assunto da Tehran nei confronti di Riyad. Il paese ha quindi richiamato in patria il proprio ambasciatore a Tehran.

Nelle tre isole vulcaniche dell’Oceano Indiano, Grande Comore, Anjouan e Moheli, vivono meno di 800.000 persone, la maggior parte delle quali sono musulmani sunniti. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1975, le Isole Comore hanno sperimentato oltre venti colpi di stato, quattro dei quali hanno avuto successo. Da qualche anno gode di una relativa stabilità interna.

Grande Comore. Foto di Woodlouse. Fonte: Flickr/Wikimedia Commons (4 luglio 2008)

Grande Comore. Foto di Woodlouse. Fonte: Flickr/Wikimedia Commons (4 luglio 2008)

Al-Habib Abbas Abdullah, Ambasciatore dello Stato Unione delle Comore in Arabia Saudita, ha riferito che Azali Assoumani, Presidente delle Isole Comore, ha ordinato la chiusura di numerose organizzazioni iraniane, accusate di operare nel paese per diffondere l’ideologia sciita, facendo finta di svolgere attività caritatevoli.

Abdullah ha aggiunto che il suo paese vede con favore l’apertura di organizzazioni caritatevoli arabe e saudite, e intende attrarre investitori e uomini d’affari sauditi disposti a investire soprattutto nei settori della pesca e dell’agricoltura. La popolazione dell’arcipelago è infatti alle prese con una difficile situazione economica.

L’Ambasciatore ha ricordato le strette relazioni che legano l’Unione delle Comore all’Arabia Saudita e gli accordi di collaborazione bilaterale raggiunti in diversi settori, quali l’istruzione, la sicurezza e la difesa.

 

di Redazione

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