Iran: Trump non può cancellare unilateralmente l’accordo sul nucleare

Pubblicato il 17 gennaio 2017 alle 19:26 in Iran Medio Oriente

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Il Presidente iraniano Hassan Rouhani ha affermato che il neoletto Presidente americano Donald Trump non può porre fine in maniera unilaterale all’accordo sul nucleare che Tehran ha siglato nel giugno 2015 con le maggiori potenze mondiali (Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Cina). Secondo i termini dell’accordo, Tehran assicura ai sei paesi firmatari che il suo programma nucleare non includerà lo sviluppo di bombe atomiche. In cambio, l’Iran beneficia del ritiro delle sanzioni economiche, gran parte delle quali sono state cancellate nel gennaio 2016. Rouhani è ottimista sul futuro dell’accordo, sostenuto da una risoluzione del C.d.S. dell’ONU, ed ha precisato che la proposta di Trump di rinegoziarlo non ha alcun senso.

Bandiera ufficiale dell'Iran. Fonte: ISIRI (18 giugno 2012)

Bandiera ufficiale dell’Iran. Fonte: ISIRI (18 giugno 2012)

Rouhani ha aggiunto che almeno 10 paesi sono favorevoli a una mediazione per il riavvicinamento tra Arabia Saudita e Iran, ed ha spiegato che Tehran potrebbe ristabilire normali relazioni politico-diplomatiche con Riyad se i sauditi fossero disposti a cambiare la propria politica regionale, e in particolare a interrompere le operazioni militari in Yemen, e a non intervenire negli affari interni del Bahrein.

Nell’ambito dei nuovi accordi di cooperazione economica tra Siria e Iran, quest’ultimo otterrà una licenza per diventare un operatore di telefonia mobile in Siria. L’Iran, principale alleato del regime di Bashar Al Assad, fornisce aiuti militari alle forze governative che tentano di riconquistare la parte del paese in mano ai ribelli.

Il Ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che l’Iran non gradisce la presenza americana ai colloqui di Astana. Al contrario, Sergey Lavrov, Ministro degli esteri russo, ritiene sia giusto invitare la delegazione americana in rappresentanza dell’amministrazione Trump. Durante i colloqui di pace sulla Siria, che si svolgeranno il 23 gennaio ad Astana, capitale del Kazakhstan, la Russia è pronta a discutere con gli Stati Uniti possibili strategie per far fronte alla minaccia terroristica che da anni colpisce la Siria. Il dibattito russo-americano include importanti temi politico-strategici, quali l’equilibrio tra le due potenze sul piano militare e per quanto riguarda la dotazione di armi nucleari. Lavrov sembra apprezzare la posizione del neoletto Presidente americano Donald Trump sul conflitto in Siria e vede con favore l’insediamento di Rex Tillerson come nuovo Segretario di Stato USA.

In ogni caso, Tehran e Mosca confermano l’impegno comune nella risoluzione della guerra in Siria. In attesa dei colloqui di Astana, il Ministro russo Sergei Lavrov e la sua controparte iraniana Mohammad Javad Zarif hanno avuto contatti telefonici.

di Redazione

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