Cina e Corea criticano la visita di Abe alle Hawaii

Pubblicato il 29 dicembre 2016 alle 22:00 in Asia Cina

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La visita di Shinzo Abe a Pearl Harbor non è stata accolta con favore dai suoi vicini di casa, la Cina e la Corea del Sud. Entrambi i paesi hanno subito le conseguenze della politica aggressiva e invasiva del Giappone degli anni ’30 e ’40.

Il premier del Giappone ha dichiarato che la sua visita alle Hawaii saldava il debito storico del suo paese.

La portavoce del ministero degli esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato che senza il perdono da parte della Cina e degli altri paesi asiatici che hanno subito l’invasione del Giappone durante la guerra, non è possibile voltare pagina. Secondo Hua Chunying, il mondo ha un grande debito nei confronti della Cina, che è stato il principale teatro degli scontri nella lotta al fascismo in Asia. I leader del Giappone, ha continuato la portavoce, dovrebbero assumersi la responsabilità storica e riflettere, con coscienza, su quanto avvenuto. “La riconciliazione tra chi ha commesso atti di violenza e chi li ha subiti, può basarsi solo sulla riflessione e le scuse dei primi verso i secondi”, ha concluso Hua Chunying durante la sua conferenza stampa settimanale, il 28 dicembre. Ciò che la Cina si aspetta dal Giappone sono scuse sentite e non “decine di show plateali”.

La visita di Abe a Pearl Harbor non è stata accolta con favore neppure dalla Corea del Sud. Un ufficiale del ministero degli esteri ha rilasciato una dichiarazione simile a quella della portavoce cinese. “È necessario un maggiore impegno per la riconciliazione e per la cooperazione con i paesi vicini al Giappone che sono stati vittime del suo militarismo in passato, sulla base di una corretta lettura degli eventi storici.”

Durante la sua visita a Pearl Harbor, Abe ha espresso condoglianze per tutti coloro che hanno perso la vita durante l’attacco a Pearl Harbor nel 1941 e ha dichiarato che il Giappone e gli Stati Uniti credono “nell’importanza della tolleranza e nel potere della riconciliazione.”

I media di Sud Corea e Cina sono stati critici nei confronti della dichiarazione del PM del Giappone. Abe non si è scusato per le aggressioni che il suo paese ha perpetrato in passato nei confronti dei paesi vicini. Il suo discorso non esprimeva rimorso o pentimento. Se il Giappone mira davvero a una riconciliazione, ha scritto l’agenzia di stampa cinese Xinhua, dovrebbe iniziare con una visita a Nanjing, teatro del massacro da parte delle truppe giapponesi, nel 1937.

Il Giappone invase la Cina nel 1937, dopo alcuni incidenti verificatesi già nel 1931. La Cina si trovava in una situazione di instabilità e guerra civile tra il Partito Nazionalista (Guomindang), al potere dal 1911, e il neo-nato Partito Comunista Cinese. L’invasione della Cina era parte del grande piano del Giappone di conquistare tutta l’Asia. La Cina ha combattuto da sola l’invasione dal 1937 al 1941. Dopo l’attacco a Pearl Harbor ha invece potuto contare sul sostegno degli Alleati, soprattutto truppe statunitensi e sovietiche. Dopo la resa del Giappone, nel 1945, in Cina è tornata a imperversare la guerra civile, conclusasi con la vittoria del Partito Comunista e la fondazione della Repubblica Popolare, il 1 ottobre 1949.

 

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Memoriale per le vittime del massacro di Nanjing, Cina

di Redazione

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