Arrestata cellula jihadista in Tunisia legata a Anis Amri

Pubblicato il 24 dicembre 2016 alle 20:00 in Europa

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Le autorità tunisine hanno arrestato tre sospettati jihadisti legati all’attentatore di Berlino, Anis Amri, ucciso a Milano ieri da una pattuglia di polizia.

Il Ministero dell’interno tunisino ha comunicato che uno dei tre individui, tutti tra i 18 e i 27 anni, è il nipote di Amri. Sembra che il terrorista abbia mandato al nipote dei soldi per raggiungerlo in Germania, incoraggiandolo a giurare fedeltà all’ISIS. “Uno dei tre sospettati è il figlio della sorella di Amri, il quale ha ammesso di essere stato in contatto con lo zio attraverso telegram” per aiutarlo a eludere i controlli di polizia, hanno spiegato le autorità tunisine. Non è stato rivelato il nome del nipote di Amri, il quale ha detto che suo zio era il leader di un gruppo basato in Germania conosciuto come brigata “Abu al-Walaa”.

L’attentatore di Berlino è stato ucciso presso il comune di Sesto San Giovanni, nel milanese, verso le 3 del mattino del 23 dicembre. Fermato per un controllo da una volante di polizia, Amri ha aperto il fuoco contro i due poliziotti dopo aver detto di essere diretto a Reggio Calabria, ferendo uno dei due agenti. I poliziotti italiano hanno riferito che l’individuo parlava correttamente l’italiano ma con accento straniero. La Digos ha riferito che Amri è arrivato in Italia passando per la Francia, nello specifico da Chambery, in Savoia, da dove si è diretto a Torino per poi arrivare a Milano in treno. Dalla stazione centrale si è spostato a Sesto San Giovanni, dove è avvenuta la sparatoria.

Si è scatenata una polemica contro i servizi di sicurezza tedeschi, accusati di incompetenza per aver permesso al sospettato terrorista di circolare liberamente nel paese e di attraversare le frontiere. Gli ufficiali di sicurezza tedeschi hanno respinto le indiscrezioni affermando che le autorità non hanno compiuto errori nelle indagini sul terrorista tunisino, il quale, a loro avviso, è sempre stato tenuto sotto controllo perché sospettato di attività terroristica. “Parlare di fallimento dei servizi di sicurezza sarebbe inappropriato”, ha detto il Ministro degli Interni tedesco ai media, aggiungendo che le autorità analizzeranno meticolosamente il caso per rilasciare un report dettagliato.

Sono emersi alcuni dettagli dalle indagini della polizia tedesca, la quale ha riferito che Amri era collegato a Abu Walaa, un predicatore sospettato di essere il leader di un’organizzazione stanziata nella Germania dell’ovest legata all’ISIS. Walaa, originario dell’Iraq, è stato arrestato lo scorso novembre. Un portavoce della polizia di Berlino, domenica, ha riferito che, per tutta la durata del periodo natalizio, in Germania verranno alzati i controlli di sicurezza.

Tra le 12 vittime di Berlino ci sono 7 cittadini tedeschi, l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, la cui salma è rientrata oggi in Italia, un cittadino Cecoslovacco, un ucraino, un israeliano e un polacco.

Sono in corso ulteriori indagini per scoprire se Amri avesse complici in Italia.

L'attentatore di Berlino, il tunisino Anis Amri. Fonte: The Independent

L’attentatore di Berlino, il tunisino Anis Amri. Fonte: The Independent

di Redazione

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