14 soldati turchi uccisi dall’Isis in Siria

Pubblicato il 22 dicembre 2016 alle 12:59 in Medio Oriente Turchia

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Quattordici soldati dell’esercito turco sono stati uccisi in combattimenti contro i militanti dell’Isis in Siria, mercoledì 21 dicembre. Lo scontro è avvenuto mentre i soldati turchi, affiancati dai ribelli siriani che lottano contro Bassar al Assad, hanno dato l’assalto alla città di Al-Bab, controllata dall’Isis, 25 km a sud della Turchia. L’esercito turco non aveva mai subito un numero così elevato di morti, in una singola battaglia, dall’avvio della sua campagna in Siria contro l’Isis, iniziata il 24 agosto 2016. Quattro soldati turchi sono stati uccisi questa mattina; dieci erano stati uccisi mercoledì 20 dicembre. Gli ufficiali turchi hanno dichiarato che gli scontri si sono intensificati nel momento in cui i soldati turchi cercavano di migliorare la loro posizione per penetrare nella città. 138 militanti dell’Isis sarebbero stati uccisi nello scontro. Il numero, comunicato dai comandi turchi, non può essere confermato da fonti indipendenti. Il presidente della Turchia, Erdogan, ha parlato di “martiri turchi” per lodare le azioni dei suoi soldati, e si è detto fiducioso che Al-Bab capitolerà: “L’Isis – ha detto – è stato completamente circondato dai soldati turchi e dal Free Syirian Army”. Da parte sua, l’Isis ha dichiarato di avere ucciso 70 soldati turchi utilizzando tre camion bomba, ma anche grazie ai combattimenti dei suoi militanti. La Francia e l’Inghilterra stanno proponendo all’Onu di bandire la vendita di elicotteri al presidente della Siria, Bassar al Assad, e di introdurre sanzioni contro il suo regime per punire l’uso di armi chimiche. Alti diplomatici ritengono che la Russia voterà contro la proposta di Francia e Inghilterra. Fino ad oggi, la Russia ha posto il veto sei volte per difendere il regime di Bassar al Assad.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

Il Presidente della Turchia, Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons.

 

di Alessandro Orsini

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