Trump irrita la Cina

Pubblicato il 17 dicembre 2016 alle 7:27 in Asia Cina

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Le dichiarazioni di Trump su Taiwan continuano a irritare la Cina.

Dopo la telefonata con la presidente di Taiwan, Tsai Ingwen, e la sua dichiarazione di voler visitare gli Stati Uniti, Trump ha affermato di non essere obbligato a rispettare la politica “una sola Cina” che impone agli Usa di non porsi verso Taiwan come se fosse uno Stato indipendente e sovrano. Questo atteggiamento di Trump, volto a modificare una prassi consolidata, ha destato preoccupazione in Cina. Il principio diplomatico “una sola Cina” fu sancito da Nixon e Mao nel 1972. Da allora è stato alla base dei rapporti bilaterali sino-americani.

Lunedì 12 dicembre, il portavoce del ministero degli esteri cinese, Geng Shuang, preoccupato che la presidente di Taiwan possa davvero recarsi in visita a Washington, ha invitato la controparte americana a rispettare la prassi diplomatica. Taiwan – ha ribadito il diplomatico cinese – è una porzione indivisibile della Cina e il governo della Repubblica Popolare è l’unico rappresentante legittimo del popolo cinese. Si tratta di un fatto riconosciuto pienamente dalla comunità internazionale, ha proseguito il portavoce. Al fine di evitare alterazioni nelle relazioni bilaterali, Geng Shuang ha chiesto agli Stati Uniti di rispettare la politica di “una sola Cina” così come le dichiarazioni presenti nei tre comunicati congiunti sino-americani vigenti, l’ultimo dei quali risalente al 1982. Tale comunicato riporta, nel primo articolo, il riconoscimento americano della sovranità cinese sull’isola di Taiwan, e ribadisce l’esistenza di una sola Cina. Il primo articolo prevede altresì il mantenimento dei rapporti culturali e commerciali tra gli Stati Uniti e Taiwan.

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Donald Trump. Fonte: Wikimedia Commons.

 

 

di Alessandro Orsini

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