La Cina si sente minacciata da Trump

Pubblicato il 13 dicembre 2016 alle 7:31 in Asia Cina

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I rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina sono stati messi a rischio da un’affermazione del Presidente eletto Donald Trump.

Durante una telefonata con la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, lo scorso 3 dicembre, Trump ha affermato che gli Stati Uniti non sono tenuti a rispettare la loro storica politica di “una sola Cina”, mettendo in discussione quarant’anni di rapporti diplomatici con Pechino.

La politica di “una sola Cina” è stata una costante della diplomazia statunitense a partire dal dopoguerra, per cui è prassi che gli Stati Uniti evitino di riconoscere Taiwan come stato autonomo e entità sovrana divisa dalla Cina. Trump ha rincarato la dose durante la trasmissione televisiva Fox News Sunday, aggiungendo che non capisce perché gli USA debbano essere legati a tale politica, a meno che non vengano stipulati accordi con Pechino, soprattutto di natura commerciale.

La telefonata tra il Presidente eletto e Tsai Ing-wen è stato il primo contatto tra un Presidente, in questo caso eletto, e Taiwan da quando Jimmy Carter, nel 1979, riconobbe l’isola come parte di “una sola Cina”. Taiwan è considerata da Pechino una provincia ribelle e in Cina rappresenta un argomento molto sensibile.

L’amministrazione Obama ha cercato di tamponare l’accaduto rassicurando i funzionari cinesi riguardo la fedeltà di Washington alla politica di “una sola Cina”, ma ha riconosciuto che i progressi delle relazioni sino-americane potrebbero essere compromessi dal divampare della questione su Taiwan. Dall’altra parte, il quotidiano cinese Global Times ha riportato che la Cina dovrà guadagnarsi il rispetto del Presidente eletto Trump, altrimenti sarà molto difficile interagire con Washington nei prossimi quattro anni.

A sinistra, Il Presidente eletto americano, Donald Trump. A destra, la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen . Fonte: Sputh China Morning Post.

A sinistra, Il Presidente eletto americano, Donald Trump. A destra, la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen . Fonte: Sputh China Morning Post.

di Redazione

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