Messico: il ritorno delle bande criminali

Pubblicato il 13 dicembre 2016 alle 19:06 in America Latina Messico

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Il Messico è colpito da una crescita della violenza. Dalla fine di ottobre 2016, almeno 96 persone sono state uccise a Ciudad Juárez, una città dello Stato messicano di Chihuahua, confinante con il Texas. Non si registrava un numero così alto di vittime, in un solo mese, dal 2012. Si teme che Ciudad Juárez possa essere nuovamente sopraffatta dalle violenze delle bande criminali, come è accaduto in passato, quando era nota per essere la città più violenta del mondo. La violenza è aumentata in molte altre città messicane. Il numero di omicidi ha toccato punte mai raggiunte negli ultimi anni. Nei primi dieci mesi del 2016, i casi di omicidio sono stati 17,063. Questi dati hanno accresciuto il consenso degli americani intorno alla proposta di Donald Trump di erigere una barriera tra gli Stati Uniti e il Messico per impedire il passaggio di immigrati irregolari. I governi messicani sono impegnati da anni nella lotta contro i narcotrafficanti. La repressione subì nuovo slancio quando, nel 2006, l’ex presidente, Felipe Calderón, dichiarò guerra al crimine organizzato. Con il passare degli anni, Ciudad Juárez diventò il simbolo del dramma messicano. Nel mese di ottobre 2010, fu vittima di 359 omicidi. La polizia, affiancata dall’esercito, riuscì a catturare o a uccidere molti capi delle organizzazioni criminali. La violenta repressione portò a un calo degli omicidi che oggi conoscono una nuova impennata.

Tasso di omicidi a Ciudad Juárez. Fonte: Wikimedia Commons

Tasso di omicidi a Ciudad Juárez. Fonte: Wikimedia Commons

di Alessandro Orsini

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