Il tour internazionale del generale Haftar: dalla Mecca a Roma

Pubblicato il 16 maggio 2019 alle 10:02 in Arabia Saudita Italia Libia

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Il generale Khalifa Haftar si recherà a Roma subito dopo una visita a Parigi. L’uomo forte di Tobruk si trovava precedentemente alla Mecca, in Arabia Saudita, dove si è recato per un pellegrinaggio, in occasione del mese del Ramadan. 

Haftar è stato ripreso, il 14 maggio, mentre camminava intorno alla Ka’ba, antica costruzione situata all’interno della sacra moschea, al centro della Mecca, che rappresenta il luogo più sacro dell’Islam. Il generale vestiva abiti da pellegrinaggio bianchi ed era circondato da guardie in uniforme militare. Il 14 maggio, è stato diffuso un video su Twitter che ritrae il generale libico in abiti bianchi, circondato da guardie in uniforme militare. Il pellegrinaggio alla Mecca durante il Ramadan ha un significato importante nell’Islam, poiché i fedeli sostengono che tramite questo rituale si guadagni il perdono per tutti i peccati. Molte persone hanno espresso sdegno per l’accoglienza che i sauditi hanno riservato al generale responsabile dell’attacco contro Tripoli, lanciato il 4 aprile. Nel Sud della capitale libica, la situazione è particolarmente critica, i combattimenti sono ancora in corso e sono state riportate oltre 400 vittime, in poco più di un mese.

Alla fine del mese di aprile, il gran mufti della Libia, Sadiq al-Ghariani, che rappresenta la suprema autorità giuridica islamica sunnita del Paese, aveva invitato i musulmani a boicottare i pellegrinaggi non necessari in Arabia Saudita. I fedeli dell’Islam, che ne hanno la possibilità fisica e le risorse economiche, sono obbligati a recarsi almeno una volta nella vita in pellegrinaggio alla Mecca, il cosidetto Hajj, che si compie in uno specifico periodo dell’anno, deciso in base al calendario lunare. Il gran mufti libico ha però affermato che chiunque partecipi a un secondo Hajj o al pellegrinaggio opzionale, l’Umrah, che può essere effettuato in qualsiasi momento dell’anno, commetterebbe “un peccato, piuttosto che una buona azione”. Ghariani ha specificato che il denaro pagato all’Arabia Saudita per tali viaggi “aiuta i governanti sauditi a compiere crimini contro i nostri compagni musulmani”. L’Umrah di Haftar sottolinea l’alleanza del generale con l’Arabia Saudita e sfida apertamente le indicazioni del gran mufti libico, che ha più volte criticato l’uomo forte di Tobruk.

La visita alla Mecca fa parte di un tour internazionale di Haftar. La prima tappa è stata l’Egitto, dove si è recato il 9 maggio, per incontrare uno degli alleati chiave del governo di Tobruk, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo quanto riferisce il Libya Observer, che cita una fonte italiana, il generale si recherà poi a Parigi ed è atteso, infine, in Italia. Il 14 maggio, Macron ha invitato Haftar in Francia e ha affermato di voler incontrare il comandante per esercitare pressioni affinchè questo accetti un cessate il fuoco e vengano ripresi i colloqui di pace in Libia. Parigi è stata più volte accusata di aver sostenuto l’assalto di Haftar contro la capitale libica dai Paesi Europei e dallo stesso governo di Tripoli. Tali accuse sono sempre state negate dall’Eliseo. La posizione di Macron ha creato tensioni con l’Italia, che, da parte sua, ha cercato di assumere un ruolo di primo piano nel processo di pace, per mettere fine alle instabilità della sua ex colonia, in accordo con le Nazioni Unite. Entrambi i Paesi europei sono coinvolti nello sfruttamento delle risorse energetiche della Libia. Nell’ultimo periodo, però, la Francia si è diplomaticamente allineata alla posizione dell’ONU e dell’Europa e ha fortemente condannato le violenze a Tripoli. 

Il tour internazionale di Haftar arriva poco dopo quello europeo di Fayez Al-Serraj, primo ministro del governo rivale di Tripoli. Con una serie di incontri, il premier tripolino ha cercato di ottenere l’appoggio occidentale contro l’offensiva del generale di Tobrouk. Serraj si è recato a Roma, martedì 7 maggio, per incontrare il primo ministro italiano, Giuseppe Conte. Il giorno successivo, è volato a Parigi, dove ha tenuto un colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron. L’8 maggio ha poi visitato Londra, dove ha incontrato il ministro degli esteri britannico, Jeremy Hunt. Il 13 maggio, infine, si è recato a Bruxelles e ha avuto un colloquio con l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini. L’UE e i tre Paesi hanno ribadito il loro sostegno al governo di Tripoli e hanno condannato unanimemente l’attacco di Haftar, chiedendo che venga negoziato un cessate il fuoco. Tuttavia, nessuna misura ulteriore sembra essere stata concordata. Oggi, il tour internazionale dell’uomo forte di Tobruk sembra mettere in ombra la posizione del governo di Tripoli. 

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali. Il primo, creato dall’ONU, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. L’assalto contro la capitale libica, ad oggi, ha causato la morte di almeno 454 persone e il ferimento di 2.154, secondo quanto riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra queste vittime vi sono numerosi civili e operatori sanitari. Il numero di sfollati interni, inoltre, ha superato le 32.000 persone.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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