Russia e USA ancora distanti sul Venezuela

Pubblicato il 15 maggio 2019 alle 9:19 in Russia USA e Canada

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Il vertice di Sochi tra Mike Pompeo e Sergej Lavrov segna la distanza tra Mosca e Washington sul Venezuela. 

“Gli Stati Uniti e altri paesi ritengono che sia arrivato il tempo che Maduro se ne vada, affinché terminino le sofferenze del popolo venezuelano” – ha detto il segretario di stato USA, Mike Pompeo, alla conferenza stampa successiva al vertice con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov martedì 14 maggio.

“Speriamo che il sostegno russo a Maduro giunga rapidamente al termine” – ha aggiunto il segretario di Stato. Washington vuole che nessun paese interferisca nella crisi in Venezuela, e che questa venga risolta dal popolo venezuelano, ha dichiarato Pompeo, in riferimento all’aiuto offerto al governo chavista da Russia e Cuba: “Vogliamo che nessun paese interferisca negli affari del Venezuela, vogliamo che il popolo venezuelano conquisti la sua democrazia, che il popolo venezuelano scelga il suo leader, Mr. Maduro o chiunque altro”.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato di aver discusso apertamente del Venezuela con il segretario di Stato americano Mike Pompeo, ma ha riconosciuto che le posizioni restano distanti. La Russia è favorevole a risolvere la crisi attraverso il dialogo inter-venezuelano, ha affermato Lavrov.

“Per quanto riguarda l’agenda internazionale, abbiamo parlato con franchezza su molte questioni, compresa la situazione del Venezuela: la Russia è favorevole affinché la popolazione di questo paese definisca il proprio futuro, e in questo senso è estremamente importante che tutte le forze politiche patriottiche responsabili di questo paese avviino un dialogo tra di loro, cosa alla quale, di fatto, esorta un certo numero di paesi della regione nel quadro del cosiddetto meccanismo di Montevideo e il governo, come ha spiegato il presidente Nicolás Maduro, è pronto per tale dialogo” – ha dichiarato Lavrov nel corso della conferenza stampa.

Lavrov ha condannato con durezza l’intromissione statunitense nel paese latinoamericano. Le minacce rivolte al presidente del Venezuela Nicolás Maduro dagli Stati Uniti e dal leader dell’opposizione Juan Guaidó sono “anti-democratiche” secondo il capo della diplomazia russa.

“La democrazia non può essere imposta con la forza: le minacce rivolte al governo Maduro, le minacce che arrivano dalle bocche dei funzionari dell’amministrazione statunitense e quelle provenienti dal signor Guaidó, che menzionano costantemente il proprio diritto di avviare un intervento armato dall’estero, non hanno nulla a che fare con la democrazia” – ha attaccato Lavrov.

I due ministri degli esteri hanno discusso anche delle tensioni sul nucleare iraniano e della situazione in Siria, secondo quanto riferito dallo stesso Lavrov.

Al termine del vertice con Lavrov, Pompeo è stato ricevuto da Vladimir Putin, che, dopo il colloquio a porte chiuse con il segretario di stato USA, ha espresso la convinzione che i rapporti Russia-USA possano essere ripristinati. “Come sapete, pochi giorni fa ho avuto il piacere di parlare al telefono con il presidente degli Stati Uniti, ho avuto l’impressione che il presidente sia pronto a ripristinare le relazioni, i rapporti russo-americani, per risolvere insieme questioni che ci interessano reciprocamente” – ha detto Putin alla stampa. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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