Dichiarazione congiunta di Francia e Italia sulla Libia

Pubblicato il 15 maggio 2019 alle 16:59 in Francia Italia Libia

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Il Ministro degli Affari Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, e la sua controparte italiana, Enzo Moavero Milanesi, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta a seguito del Consiglio per gli Affari Esteri Europeo. I due ministri si sono soffermati, nello specifico, sulla crisi libica. 

“In occasione della riunione del Consiglio affari esteri abbiamo avuto uno scambio molto positivo e produttivo, che ha confermato la nostra convergenza di vedute sui temi internazionali”, si legge nella nota, pubblicata sul sito ufficiale della Farnesina, il 13 maggio. “La stabilizzazione della situazione in Libia è tema di rilievo per la sicurezza regionale e quella dell’Europa, come pure per la gestione dei flussi migratori. Richiamiamo dunque l’importanza di un cessate il fuoco immediato e della ripresa del dialogo nel quadro del processo condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite, nell’ottica di consentire ai cittadini libici di decidere il proprio futuro attraverso elezioni democratiche. Il miglioramento della situazione delle popolazioni civili è una priorità e necessita di una tregua umanitaria. Il processo politico deve fondarsi sui principi e le regole concordate alle Conferenze di Parigi e Palermo e ad Abu Dhabi, e presuppone che tutte le parti si dissocino senza ambiguità dal terrorismo”, si legge nella dichiarazione congiunta. I due ministri si sono poi brevemente soffermati anche sulla situazione in Venezuela e hanno riferito: “Sul Venezuela, i nostri due Paesi, quali membri del Gruppo di Contatto internazionale, riaffermano che non vi può essere altra soluzione alla crisi che quella politica. Condanniamo con fermezza ogni deriva militare e ogni violazione dell’immunità parlamentare dei membri dell’Assemblea nazionale”.

Tale dichiarazione risulta particolarmente rilevante, alla luce del recente confronto tra Roma e Parigi sul tema della Libia, che si è verificato nel mese di aprile. Il quotidiano locale The Libya Observer ha sottolineato che molti funzionari italiani, tra cui il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, hanno rimarcato la loro contrarietà rispetto al ruolo della Francia in Nord-Africa. Già il 9 aprile, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, aveva accusato Parigi di intervenire in Libia unicamente per servire i propri interessi. L’11 aprile, l’agenzia di stampa Reuters ha avuto accesso ad una bozza di un documento europeo, bloccato dalla Francia, in cui si intendeva condannare unanimemente l’assalto su Tripoli del generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk. A tale proposito, è intervenuto Salvini che, in una trasmissione radio, lo stesso giorno, ha dichiarato: “Se ci fossero interessi economici dietro al caos in Libia, se la Francia avesse bloccato un’iniziativa europea per portare la pace, se fosse vero, non starò a guardare. Anche perché le conseguenze le pagherebbero gli italiani. Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, con me ha trovato il ministro sbagliato”. 

Parigi è stata più volte accusata di aver sostenuto l’assalto di Haftar contro la capitale libica, iniziato il 4 aprile, dai Paesi Europei e dallo stesso governo di Tripoli. Tali accuse sono sempre state negate dall’Eliseo. La Francia ha stretto rapporti con il generale di Tobruk sotto il governo dell’ex presidente, Francois Hollande, e grazie alle politiche portate avanti dal suo ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Quando l’attuale presidente francese, Emmanuel Macron, ha nominato Le Drian come suo ministro degli Esteri, Parigi ha aumentato il sostegno a Haftar, in stretto allineamento con l’Egitto e con gli Emirati Arabi Uniti. La posizione di Macron ha creato tensioni con l’Italia, che, da parte sua, ha cercato di assumere un ruolo di primo piano nel processo di pace, per mettere fine alle instabilità della sua ex colonia, in accordo con le Nazioni Unite. Entrambi i Paesi europei sono coinvolti nello sfruttamento delle risorse energetiche della Libia. Nell’ultimo periodo, però, la Francia si è diplomaticamente allineata alla posizione dell’ONU e dell’Europa e ha fortemente condannato le violenze a Tripoli. Il 14 maggio, Macron ha affermato di voler incontrare il comandante Haftar per esercitare pressioni affinchè si raggiunga un cessate il fuoco e vengano ripresi i colloqui di pace. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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