Afghanistan: ancora violenze dopo la fine dei negoziati di Doha

Pubblicato il 15 maggio 2019 alle 16:00 in Afghanistan Asia

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Le autorità dell’Afghanistan hanno riferito che un gruppo di talebani ha attaccato una postazione militare a Farah, nell’omonima provincia occidentale del Paese, il 14 aprile. Le continue violenze sottolineano i lenti progressi del processo di pace e le debolezze in fatto di sicurezza che sono emerse nei negoziati di maggio a Doha, in Qatar. 

L’assalto contro la postazione è stato respinto e le uniche vittime sono tra gli attentatori. Lo stesso giorno, un’operazione delle forze di sicurezza della stessa città ha causato la morte di 16 militanti del gruppo. Tale operazione ha causato la morte dei 16 talebani, di 1 soldato e il ferimento di altri 21 militanti e 2 soldati, secondo quanto ha riferito Hashmatullah Ahmad, un membro dell’esercito di Kabul. Ahmad ha reso noto, inoltre, che 2 mine antiuomo sono state disinnescate nell’area. I talebani, da parte loro, non hanno confermato tali informazioni. 

Questi eventi arrivano pochi giorni dopo la fine dei colloqui di pace tra Stati Uniti e talebani a Doha in Qatar. Le due parti continuano ad apparire in evidente contrasto sulla questione chiave del ritiro delle forze straniere dall’Afghanistan, la questione principale che è stata discussa negli incontri che si sono svolti dal 1 al 9 maggio. Si è trattato del sesto round di negoziati tra talebani e USA. Tali incontri hanno tentato di porre fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti. Suhail Shaheen, portavoce dei talebani durante i colloqui di Doha, ha riferito in un post su Twitter che i negoziati sono stati “positivi e costruttivi”, aggiungendo che le parti si incontreranno di nuovo. “Entrambe le fazioni si sono ascoltate con cura e pazienza”, ha comunicato Shaheen. Da parte sua, il capo della delegazione degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato che i colloqui con i talebani stanno facendo progressi costanti, ma lenti. Khalilzad ha, tuttavia, sottolineato una crescente frustrazione per l’inarrestabile violenza che continua a minare la sicurezza del Paese.

Da parte sua, la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. Tale dichiarazione è arrivata a seguito della richiesta dei talebani di fornire una data precisa per il ritiro completo delle forze straniere dal Paese. Nicolas Kay, rappresentante della NATO per l’Afghanistan, ha dichiarato che l’alleanza vuole assicurarsi della stabilità dell’area, prima di pensare ad un ritiro delle proprie forze. “Un accordo di pace sarà duraturo e sostenibile solo se si baserà sui progressi fatti negli ultimi 17 o 18 anni “, ha affermato. Con tale dichiarazione, Kay ha menzionato, nello specifico, lo sviluppo della democrazia e la crescente attenzione per la tutela dei diritti umani. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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