Turchia e Russia discutono della situazione nella provincia siriana di Idilb

Pubblicato il 14 maggio 2019 alle 17:11 in Russia Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, e la sua controparte russa hanno discusso dei recenti sviluppi in Siria, specialmente nella provincia di Idlib, durante un colloquio telefonico, martedì 14 maggio. 

Una nuova ondata di violenze sta sconvolgendo la regione Nord-occidentale della Siria, in quei territori compresi tra le province di Hama e Idlib. Gli scontri e gli attacchi aerei hanno causato la morte di 120 civili, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters. A partire dal 30 aprile, l’esercito siriano, insieme ai suoi alleati, ha lanciato una nuova offensiva contro questi territori, costringendo circa 150.000 persone a lasciare le proprie case. Si tratta dell’escalation più grave nel conflitto siriano dall’estate del 2018. Tale zona della Siria era, tuttavia, interessata da un’intesa tra Turchia, Russia, Iran e Siria, raggiunta il 17 settembre 2018 a Sochi. Questa mirava a scongiurare un massiccio assalto del regime ad Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti ed evacuati da altre città. Quindi, era stata istituita un’area demilitarizzata in cui queste persone, insieme a le proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse altre zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. 

A tale proposito, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha allertato il presidente russo, Vladimir Putin, che il regime siriano di Bashar Al-Assad stava attaccando la provincia di Idlib, violando il cessate il fuoco concordato in cambio della demilitarizzazione dell’area. Erdogan ha poi avvertito Putin che gli attacchi siriani contro i civili non possono essere considerati “lotta al terrorismo”. Anche i Paesi europei si sono soffermati sulla crisi siriana, in occasione del Consiglio per gli Affari Esteri dell’Unione Europea, che ha avuto luogo lunedì 13 maggio. La Gran Bretagna, la Germania e la Francia hanno chiesto la fine dell’escalation militare nella Siria Nord-occidentale, sottolineando la forte preoccupazione per le recenti violenze che hanno portato alla morte di 120 civili. “Questa escalation deve finire”, si legge nel comunicato congiunto. “Attacchi aerei su centri abitati, bombardamenti indiscriminati e utilizzo di barili-bomba e gli assalti sistematici contro infrastrutture civili e umanitarie, tra cui scuole e ospedali”, continua il documento. 

Lunedì 13 maggio, Assad ha ripreso il controllo dei villaggi di Tall Huwash e Jabriya nella provincia di Hama, dopo una serie di attacchi aerei. I media del regime siriano hanno dichiarato di aver distrutto molteplici postazioni controllate dal gruppo estremista noto come Hayat Tahrir al-Sham (HTS) nella provincia meridionale di Idlib. Domenica 12 maggio, il capo dell’HTS Abu Mohammad Al-Jolani aveva esortato i suoi seguaci a prendere le armi per difendere la provincia di Idlib dall’aumento dei bombardamenti. L’HTS è un gruppo jihadista di ideologia salafita, affiliato ad Al-Qaeda e coinvolto da anni nella guerra siriana. Tale organizzazione è dominata da una fazione precedentemente nota come Fronte al-Nusra. HTS aveva il controllo di circa il 60% del territorio dell’area demilitarizzata tra Idlib e Hama, prima dell’offensiva di Assad e della Russia nell’area, iniziata a febbraio.

Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano di Assad, da quando l’ultima roccaforte dell’ISIS in Siria, Baghouz, è stata liberata, il 23 marzo. Già il 7 ottobre 2018, il presidente siriano Assad aveva dichiarato che l’accordo russo-turco era “temporaneo” e che nonostante sia stato funzionale ad evitare spargimenti di sangue, il fine ultimo del suo governo rimaneva quello di ripristinare il controllo su tutta la Siria. A partire dal 30 aprile, l’esercito siriano, insieme ai suoi alleati, ha lanciato un’ulteriore offensiva contro le provincie a nord di Hama e si dirigono verso Idlib. 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.